I NODI DELLA REGIONE II commissario dello Stato. Impugnati quindici articoli della manovra: «La difesa del territorio valore primario. Si incoraggia l'evasione fiscale» Eolie, verde agricolo e tasse: boccate le leggi della polemica PALERMO. La stangata. Il commissario dello Stato mette in riga l'Ars con una impugnativa che ha pochi precedenti: 15 articoli cassati per intero, altri «ine in modo parziale. Al palazzo della Consulta arriverà un ricorso pesante, fogli e fogli pieni di norme di dubbia costituzionalità varate da Sala d'Ercole nella notte dei lunghi coltelli: giovedì 21 ottobre 2004. La notte dei licantropi, che ha partorito mostri giuridici è ululati polemici. I nuovi alberghi alle Eolie, le ville sul verde agricolo, il mantenimento delle licenze agli imprenditori che non pagano le tasse di concessione: le disposizioni oggetto di polemiche che hanno attraversato l'Italia, oltrepassandone anche i confini, non ci sono più. Almeno per i prossimi mesi - finche la Corte Costituzionale non si prouncerà - non entreranno in vigore. Metto delle quindici pagine di impugnativa del prefetto Gianfranco Romagnoli, costretto di nuovo a fare gli straordinari per leggere - e criticare -una manovra «che doveva essere volta a risanare i deficit delle Asl e degli ospedali ma che è stata integrata da numerosi emendamenti con disposizioni attinenti ai più svariati setori di intervento regionali». Legge-omnibus, insomma. Di tutto e di più. Eolie, of course Alzi la mano chi, dopo le polemiche su scala nazionale e gli attacchi dei ministri, non si aspettava l'intervento del commissario. Puntuale, Romagnoli ha bocciato la norma che, in deroga al piano paesistico, prevedeva la realizzazione di alberghi nelle isole Eolie. Disposizione che, a parere del controllore delle leggi regionali, può produrre «imparabile nocumento di un bene appartanente all'intera comunità nazionale». L'articolo 9 della Costituzione, dice Romagnoli, «erige il valore estetico-culturale, riferito anche alla forma del territorio, a valore primario dell'ordinamento». La «bomba» del verde agricolo Altra nonna che aveva suscitato la rivolta degli ambientalisti: la possibilità di trasformare i capannoni realizzati su verde agricolo in ville, ristoranti o hotel. Articolo che «mina alle fondamenta il principio di una ordinata pianificazione e gestione del territorio», afferma Romagnoli. Una norma simile era stata bocciata l'anno scorso dal commissario. Le tasse? Si pagano! L'articolo 3 stabiliva che il mancato pagamento delle tasse di concessione governativa (un obbligo per migliaia di imprese) non fa perdere la licenza e non fa decadere le autorizzazioni amministrative. Secco il giudizio del commissario dello Stato: «Norma che ritarda, se non cancella del tutto l'introito di risorse a favore del deficitario bilancio regionale, e incoraggia il dilagare dell'evasione fiscale». Punto e a capo. Ambiente e dintorni. Altre disposizioni sull'ambiente e il territorio si scontrano sul muro eretto in piazza principe di Camporeale. L'articolo 27, ad esempio, stabiliva che per gli opifici inseriti nei progetti di Agenda 2000 non ci fosse l'obbligo del rispetto delle distanze minime dai centri abitatie dalle opere pubbliche. «Ciò configura - afferma Romagnoli - una palese disparità di trattamento rispetto alla generalità degli operatori economici». E c'è il disco rosso del commissario anche sulla deroga, volata dall'Ars, per i piani regolatori dei porti, i quali - secondo le previsioni della legge - avrebbero potuto bypassare una serie di autorizzazioni (specialmente le nuove valutazioni di impatto ambientale) istituite di recente. Cade anche la norma che rendeva possibile la realizzazione di pali e tralicci, per la fornitura di energia elettrica e per il collegamento telefonico, sui territori soggetti a vincolo paesaggistico: «Non è indicato l'organo competente a valutare l'impatto delle opere». Le assunzioni bloccate. Medici, forestali, precari: la manovra disponeva un'infornata di assunzioni. Tutte sospese, con il colpo d'ascia del commissario dello Stato. L'elenco dei numeri degli articoli bocciati continua con il 53: lì si prevedeva la trasformazione del rapporto di lavoro, da convenzionato a dipendente, di circa 800 medici della medicina di servizi in servizio nelle Ausi. Romagnoli parla addirittura di «ribaltamento della logica»: le assunzioni di personale dovrebbero essere effettuate in base alle esigenze delle piante organiche, invece con questa norma si allargano le piante organiche per fare entrare figure già individuate. L'assessore alla Sanità, Giovanni Pistorio, non la prenderà bene: «Io abrogherei il commissario dello Stato». Altra disposizione censurata, quella che prevedeva l'assunzione di personale del corpo forestale dello Stato in servizio in Sicilia: secondo Romagnoli si arriverebbe alla «coesistenza nell'ambito dell'amministrazione regionale di personale che, pur svolgendo indentiche mansioni, sarebbero remunerate in base a due distinti ordinamenti». Bocciata anche la norma che contemplava l'assunzione negli enti regionali per il diritto allo studio del personale impegnato in attività socialmente utili in servizio alla data del 10 dicembre 2002, «indipendentemente - scrive Romagnoli - da una pubblica selezione e dalla valutazione della professionalità». Respinto anche il reclutamento nei ruoli dell'Asl 6 (Palermo) del personale ausiliario dell'ex ospedale psichiatrico Villa Stagno. Indennità e nomine Cancellati i compensi per i vicepresidenti dei consigli provinciali e comunali che non svolgano funzione di vicario. Impugnata anche la norma che dava ai revisori dei conti negli enti locali la possibilità di essere rieletti più volti. Gli ultimi no di Gianfranco Romagnoli.