Fondi europei per la ricostruzione di Pompei: li promette il commissario perle Politiche regionali dell'Ue, Johannes Hahn. Serviranno al recupero della casa dei Gladiatori e delle altre parti danneggiate di Pompei. Annuncio del commissario Ue dopo i crolli, Fitto soddisfatto. Resca apre ai privati Pompei, sì di Bruxelles ai fondi «Il governo presenti un piano» Utilizzare i fondi europei per mettere al sicuro Pompei dal rischio di nuovi crolli. Una parte delle risorse che Bruxelles assegna all'Italia per la coesione economica e territoriale potranno essere destinati agli scavi più famosi del mondo. A lanciare la proposta è stato Ieri, a Roma, il commissario per le Politiche regionali dell'Ue, Johannes Hahn, che ha tracciato un bilancio sull'utilizzazione da parte dell'Italia dei cosiddetti fondi strutturali. Intanto, il direttore del ministero dei Beni culturali, Mario Resca, apre sull'ipotesi di coinvolgere gli imprenditori privati per garantire la manutenzione degli scavi. «Lo Stato - ha detto Resca - non può più permettersi di pagare a pioggia e, dunque, è necessario innescare un'alleanza con i privati che, con le loro risorse, possono provvedere a manutenzione più accurata». BRUXELLES. La Commissione europea tende una mano all'Italia per rimettere in piedi la casa dei Gladiatori e le altre parti danneggiate di Pompei, suggerendo di rivedere il programma operativo regionale in modo tale da introdurre la possibilità di finanziare progetti nel settore archeologico. È quanto ha annunciato il responsabile Ue per le Politiche regionali, Johannes Hahn, in visita a Roma, nel corso di un confronto alla Camera dei deputati con il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, con il governatore della Campania, Stefano Caldoro, e con quello della Basilicata, Vito De Filippo. «L'Italia è tra i maggiori beneficiari dei fondi destinati alla politica di coesione territoriale, che sono da spendere in modo efficace», ha spiegato Hahn, rilevando che il governo potrebbe utilizzare una parte dei 29 miliardi di euro che l'Unione europea ha messo a disposizione per il periodo 2007-2013 per avviare un processo di ristrutturazione di Pompei e di altri siti archeologici. Da Bruxelles non sono, per ora, trapelati dettagli sull'entità dell'assegno che potrebbe essere staccato per contribuire a salvaguardare l'enorme patrimonio archeologico italiano. «Abbiamo suggerito al governo di usare questa soluzione», hanno spiegato fonti comunitarie, aggiungendo che «ci potrebbe volere un po' di tempo per attuare il programma, ma dipende tutto da quanto rapidamente le autorità ne faranno formalmente richiesta». Il ministro Fitto si è detto soddisfatto della proposta di Hahn, spiegando che quest'ultimo «ha sottolineato la possibilità di destinare un'attenzione concreta ai temi dei beni culturali e dei siti archeologici in genere e a Pompei in particolare». Un tema, secondo Fitto, «da noi condiviso e per il quale stiamo immaginando, nei prossimi giorni, anche all'interno di programmi appositi e specifici, la possibilità di interventi diretti». Quando il 6 novembre scorso crollò la Domus dei Gladiatori, la Commissione europea, «rattristata e scioccata», si disse pronta ad aiutare l'Italia per riparare i danni, ma sottolineò come «prima di poter dare il via libera ad alcunché, occorrerà presentare dei progetti precisi da parte delle autorità regionali e dobbiamo condurre le nostre valutazioni». I successivi crolli, tra cui quello di un muro della Casa del Moralista, non fecero che rafforzare la convinzione della Commissione di voler intervenire, tanto che a un certo punto era anche circolata l'ipotesi di inviare una missione di tecnici sul posto, idea poi accantonata perché ci sarebbe voluto un invito ufficiale da parte del governo. «Naturalmente seguiamo da vicino la situazione e siamo consapevoli dell'importanza storica e culturale di Pompei», ha sottolineato il portavoce di Hahn, Tonvan Lierop.
Fondi Ue per salvare Pompei
Riassunto in 200 parole:
Il commissario per le Politiche regionali dell'UE, Johannes Hahn, ha annunciato che i fondi europei potrebbero essere utilizzati per la ricostruzione di Pompei, tra cui la casa dei Gladiatori e altre parti danneggiate. Il governo italiano ha presentato un piano per utilizzare i fondi per mettere al sicuro il sito archeologico dal rischio di nuovi crolli. Il direttore del ministero dei Beni culturali, Mario Resca, ha aperto la possibilità di coinvolgere gli imprenditori privati per garantire la manutenzione degli scavi. La Commissione europea ha suggerito di rivedere il programma operativo regionale per introdurre la possibilità di finanziare progetti nel settore archeologico.
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