L'ex deposito munizioni può essere abbattuto. Presto i lavori NUORO. Anche l'ultimo «pezzo di carta» che teneva lontani i Dimonios da Pratosardo è arrivato. Il ministero per i Beni e le Attività culturali ha trasmesso all'ispettorato delle infrastrutture dell'esercito il parere sui nove immobili dell'ex deposito munizioni. Documento che recita: «Visto il parere della Soprintendenza per i beni archeologici delle provincie di Sassari e Nuoro, la direzione regionale dichiara che i nove immobili non presentano i requisiti di interesse culturale e pertanto non risultano soggetti all'applicazione della disciplina di tutela». Tradotto in soldoni significa che l'area di Pratosardo che dovrebbe ospitare la nuova caserma è libera da vincoli. L'esercito la può cedere al Comune che potrà iniziare la perimetrazione dell'area, firmare il contratto con l'impresa che si è già aggiudicata i lavori. Demolire ciò che resta dell'ex deposito munizioni. E mettere la prima pietra della caserma che, secondo le recenti promesse del sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga, ospiterà un reggimento della Brigata Sassari. Si avvia dunque alla fine la telenovelas iniziata nel 1997, quando i ministeri della Difesa e delle Finanze, Regione, Provincia e Comune di Nuoro e università firmarono un accordo di programma. Che prevedeva, nell'area dell'ex artiglieria di viale Sardegna, la realizzazione del campus della nascente (e ora agonizzante) università nuorese. In cambio, l'esercito avrebbe realizzato a Prato una base logistica-addestrativa con almeno 400 militari e un centinaio di civili. Stanziati i fondi, 40 miliardi, diventati 20 milioni nel passaggio lira-euro. Scesi, per varie traversie, a 17 milioni e mezzo. Poi a 12,3 tutt'ora sepolti (dopo essere stati «ripescati» da un tentativo di dirottamento) nei residui di bilancio della Regione con vincolo per l'edilizia universitaria. E nel mentre, accordo rimodulato nel 2008, per venire incontro alle nuove esigenze dell'esercito (non più base logistica-addestrativa ma sede di una compagnia). Progetto preliminare rilicenziato nel 2009. E la sinistra sensazione che lo Stato maggiore stesse cercando il modo di tirarsi indietro. Poi l'annuncio del sottosegretario alla Difesa, Giuseppe Cossiga. Fatto a Sassari, a margine del cambio della guardia al vertice dei Dimonios. E ripetuto a Nuoro poche ore dopo di fronte al sindaco Bianchi e al deputato Bruno Murgia. «Pratosardo interessa l'esercito che ci ospiterà un reggimento della Sassari». Tra i quattrocento e i cinquecento soldati (quasi tutti sardi) che risiederanno a Nuoro, dando nuovo ossigeno alla asfittica economia locale. Con l'esercito che contestualmente libererà l'ex caserma Loi nel centro della città, lasciando spazio all'altrettanto atteso campus universitario.
Nuoro. Caserma, via libera della soprintendenza
Il ministero per i Beni e le Attività culturali ha trasmesso al ministero della Difesa il parere che i nove immobili dell'ex deposito munizioni di Pratosardo non presentano requisiti di interesse culturale. Ciò significa che l'esercito può cedere l'area al Comune di Nuoro, che potrà iniziare la perimetrazione e firmare il contratto con l'impresa che si è aggiudicata i lavori di demolizione e costruzione della nuova caserma. La caserma sarà ospitata da un reggimento della Brigata Sassari e sarà una delle prime opere dell'esercito in Sardegna. La realizzazione del campus universitario, prevista nel 1997, è stata posticipata e si è fermata.
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