SUPINO - Sono stati inaugurati sabato scorso sotto un'inattesa pioggia battente. E' arrivato l'atteso taglio del nastro per i pannelli didattici sistemati nell'area archeologica delle Terme Romane al cospetto della Soprintendenza ai Beni e alle Attività culturali del Lazio, del sindaco Foglietti, del vicesindaco Nardecchia, del presidente del Consiglio De Santis e di altri appassionati di storia. Malgrado le numerose difficoltà di gestione e mantenimento che non permettono un'apertura a tempo pieno, le Terme di Supino rappresentano un importante bene archeologico di enorme valore storico-culturale. Difficoltà evidenziate anche dalle autorità presenti, che hanno manifestato un impegno comune legato anche a convenzioni tra la Soprintendenza e il Comune, due enti che puntano alla soluzione, per quanto possibile dei problemi legati a un sito archeologico per lo più sconosciuto. Di grande interesse l'intervento del direttore della Soprintendenza laziale Sandra Gatti, nonché della dottoressa Rachele Frasca, archeologa responsabile degli scavi nelle Terme site in località Cona del Popolo. Proprio quest'ultima relatrice ha sapientemente illustrato le aree di cui si compongono le antiche terme datate tra il 130 e il 140 d.C. Tenne appartenenti probabilmente a una grande villa romana, situata in questo territorio allora fiorente. Il primo ritrovamento dell'antica struttura risale al 1963, quando nella zona dovevano essere eseguiti alcuni lavori. Subito dopo, se ne occupò la soprintendenza archeologica del Lazio e dal 1976 il sito è di proprietà dello Stato. Molto, però, dovrà essere ancora fatto per restituire a tutta la popolazione supinese questo prestigioso pezzo di storia.