Diminuiscono i furti d'arte, ma la nostra regione resta tra le più colpite dai tombaroli. Se nel 2009 il triste primato delle opere trafugate spettava al Lazio, nel 2010 la maglia nera la guadagna la Lombardia, che ha registrato un incremento notevole di furti rispetto all'anno precedente, passando da 106 a 135. Roma e dintorni resta però un meta privilegiata peri ladri d'arte, che nel 2010 hanno messo a segno 127 colpi, dieci in meno rispetto al 2009. Al terzo posto la Toscana, con 108 furti. A stilare la classifica nazionale sono stati i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, che ieri mattina, presso la sede operativa di via Anicia, hanno presentato i dati nel corso di una conferenza stampa in cui hanno preso parte il generale Pasquale Muggeo e il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro. Complessivamente il trend nazionale dei furti diminuisce, scendendo da 882 a 817, ma gli obiettivi più colpiti rimangono i colpi ai danni di privati (il 38,3 per cento) e di chiese e istituti religiosi (49,3 per cento). «Nel Lazio si registra un calo complessivo dei furti dovuto ad un'attività sempre più incisiva di controllo sia sul fronte degli esercizi commerciali, mercati e fiere antiquarie, sia di controlli nelle aree archeologiche ritenute a più alto rischio», ha spiegato Muggeo. «Fondamentali sono anche i sorvoli con elicottero che insieme ai funzionari archeologi facciamo almeno un paio di volte al mese, tenendo sotto controllo le aree delicate, soprattutto sulla costa», ha aggiunto il comandante Raffaele Mancino. I siti più a rischio di scavi clandestini rimangono ancora quelli dell'Etruria meridionale, prima fra tutti Cerveteri, mentre aumentano del 20 per cento i furti ai danni dei musei. E ironia della sorte, proprio mentre era in corso la conferenza stampa veniva commesso un furto d'arte. I ladri, dopo aver forzato una grata, sono entrati nell'ex museo Associazione culturale Fidia, a via del Frantoio, e hanno rubato 10 statue del noto scultore Alfiero Nena. Un colpo da 100mila euro.