Dopo circa due anni di stop, dovrebbero presto riprendere i lavori per la «valorizzazione e fruizione» (creazione di vialetti, e altri interventi) del Parco archeologico di Lilybeo. E' stato, infatti, risolto il contenzioso con le imprese si erano aggiudicate l'appalto, la Costruzioni Funaro di Trapani e la Icored di Messina, che nel 2007 avevano vinto la gara con un ribasso del 19,90 per cento sulla base d'asta di 2 milioni e 153 mila euro (la spesa complessiva, però, ammonta a 4 milioni 315 mila euro). A fornire la notizia della risoluzione del contenzioso è stato il progettista delle opere, l'architetto Giovanni Nuzzo. Quando il progetto sarà attuato, la gente potrà tornare a riappropriarsi del luogo. Gli ingressi al parco (28 ettari) saranno due. Uno da Porta Nuova e l'altro da Baglio Anselmi. Nel percorso, anche una «stanza del tempo» all'interno della quale, attraverso dei filmati, sarà possibile una «full-immersion» nella storia. Ed inoltre, pannelli illustrativi in diverse lingue e panchine in pietra. «La città - evidenziò l'assessore regionale ai Beni culturali Lino Leanza quando, nell'estate 2007, venne a Marsala per l'avvio dei lavori - avrà un parco che potrà essere valorizzato, fruito e gestito. Oltre che un fatto culturale, produrrà anche economia. E tutti i marsalesi, per i quali è previsto un biglietto d'ingresso ridotto, potranno sentirlo proprio. Sarà anche un spazio per le famiglie e per chi fa footing». Parole che confortarono quanti, da anni, si sentono «espropriati» di un'area che nel corso del ventesimo secolo è stata luogo d'incontro, di attività sportive e ricreative. Nel dopoguerra, infatti, accanto alla Villa Romana, c'erano anche lo stadio di calcio e l'ippodromo. E il viale Vittorio Veneto è stato a lungo luogo di romantiche passeggiate dei giovani fidanzati. A. p. 25012011