PALERMO - In dodici cartelle il commissario dello Stato per la Sicilia. Gianfranco Romagnoli, lascia ben poco della legge che l'Assemblea siciliana ha varato all'alba del 22 ottobre e che conteneva le contestate norme sulle isole Eolie. La scure di Romagnoli ha abbondantemente «potato» il provvedimento omnibus, contro il quale si era scagliata anche parte della maggioranza alla Regione La norma che dava la possibilità di derogare al piano paesaggistico delle Eolie, quella che consentiva di trasformare i fabbricati agricoli in ville o in alberghi, finiscono davanti alla Corte costituzionale. Il giorno dopo l'approvazione della legge, votata alle 3,40 del mattino, dopo una maratona di 17 ore, da Parigi l'Unesco faceva sapere che le norme sulle Eolie avrebbero compromesso il mantenimento delle isole nella Word Heritage List. Forse nessuno si sarebbe aspettata una reazione così pronta davanti a un emendamento che lasciava aperta la possibilità di costruire otto alberghi tra Lipari e Vulcano, in deroga al Piano paesaggistico. Ma nelle pieghe del ddl venivano mano mano fuori altre norme riguardanti l'ambiente, come la possibilità di variare la destinazione d'uso degli immobili agricoli, quelli esistenti e quelli futuri (un provvedimento analogo era stato bocciato lo scorso anno da Romagnoli); di palificare, per il passaggio delle linee elettriche e telefoniche, le aree sottoposte a vincolo paesaggistico; di esonerare i titolari di fabbricati industriali dal rispetto delle distanze minime dalle case e dalle opere pubbliche. Mentre l'assessore regionale al Turismo Fabio Granata (An), tuonava contro la decisione dell'Ars, arrivavano bocciature anche dall'alto, In testa i ministri dei Beni culturali e dell'Ambiente, Giuliano Urbani e Altero Malleoli. Il primo invitava il commissario dello Stato a impugnare le norme e per questo provocava le reazioni dei presidenti dell'Ars e della Regione, Guido Lo Porto e Salvatore Cuffaro. che difendevano l'autonomia statutaria della Sicilia e il ruolo di «arbitro» che la Costituzione affida al Commissario dello Stato: «nessuno lo solleciti», affermava Cuffaro. Ieri la bocciatura del commissario dello Stato.