L'edilizia convenzionata consentirà di affittare a prezzi più contenuti LUCCA. Non sarà un piano strutturale a metri cubi zero. Prevederà aree edificabili, anche residenziali, in parte recuperando quelle congelate dalla variante appena adottata. Ma prevederà uno sviluppo diverso delle periferie, con zone "di completamento" e non di espansione. Soprattutto, il nuovo piano strutturale - che il sindaco Mauro Favilla vorrebbe adottare prima delle elezioni comunali del 2012 - prevederà edilizia "convenzionata": abitazioni di dimensioni ridotte, da affittare a prezzi contenuti, adatte alle esigenze dei nuovi nuclei familiari. EDILIZIA RESIDENZIALE Il primo indirizzo è che saranno riconfermati tutti i terreni edificabili previsti dall'attuale piano strutturale, nei quali non è stato possibile costruire per esaurimento di superfici disponibili. I piccoli, quindi, si vedranno solo «congelare i loro diritti, ma non cancellare». Con alcune eccezioni: perderanno la destinazione residenziale e la possibilità di essere edificati i terreni a rischio idraulico, in contrasto con il Pit (il piano regionale di indirizzo territoriale) o con il Ptc (il piano di sviluppo del territorio di competenza della Provincia) o quelli sui quali sarà previsto il passaggio di strade. Riguardo al tipo di interventi, il sindaco vuole puntare molto sull'edilizia "convenzionata": «Il ragionamento nasce da alcuni dati di fatto: dall'approvazione del piano strutturale la popolazione è cresciuta di circa 3.400 abitanti. Per lo più si tratta di famiglie con redditi tali da non poter pagare affitti di 1.000 euro al mese. Questo significa che ci sarà sempre più bisogno di alloggi piccoli, di qualità, per nuclei che li possano affittare a 400-500 euro al mese. In questo senso vogliamo muoverci». SUPERFICI PRODUTTIVE In vista di «un'evoluzione quasi naturale dell'economia», Favilla annuncia che ci saranno meno aree produttive per gli insediamenti tradizionali (ad esempio fabbriche per 200 operai), ma più spazio per le attività produttive del terziario, dei vari servizi. PERIFERIE L'indicazione di base è di proibire i palazzi alti nelle periferie e di evitare nuovo consumo di territorio «sviluppando e completando i nuclei già esistenti. Finora - spiega Favilla - le periferie si sono sviluppate lungo le grandi strade di comunicazione. Fra queste strade (ad esempio fra la Romana e la Pesciatina) ci sono vaste aree che vorremmo preservare inedificate, mentre vorremmo interventire completando, anche con servizi, oltre che con nuove abitazioni, gli agglomerati esistenti, in un intervento di "ricucitura" del territorio». ZONA URBANA Per la zona compresa fra l'ospedale Campo di Marte e la stazione-questura, (passando per il mercato di Pulia) è previsto uno sviluppo con strutture ed edifici a prevalente destinazione terziaria (di servizio) e di interesse pubblico.