La società che ha in mano limmobile vuole bilocali e garage al posto del cinema. Via al braccio di ferro Nellarea il piano regolatore non prevede abitazioni Il nodo della variante. Una stroncatura senza appello del progetto che aveva spinto la società proprietaria delle mura a negare il rinnovo del contratto di locazione a Rinaldi e soci e addirittura, sei mesi fa, a tentare di sfrattare il cinema. Nonostante questo godesse di ottima salute, come dimostrano i dati sulle presenze, in costante crescita, degli ultimi tre anni: 195 mila spettatori nel 2008, 210 mila nel 2009, 220 mila nel 2010. Dallinizio dello scorso anno il piano presentato dalla proprietà per trasformare il Variety in un complesso comprendente trentaquattro bilocali, parcheggi e attività commerciali giace negli uffici dellurbanistica di Palazzo Vecchio, "congelato" dalle cosiddette norme anti Quadra, ovvero le modifiche alle norme tecniche di attuazione del piano regolatore introdotte da Palazzo Vecchio allindomani dellinchiesta che ha coinvolto la società di progettazione. Ma adesso la sua realizzazione incontra un ostacolo in più. Nellarea di via del Madonnone dove sorge il cinema non è al momento prevista la funzione residenziale: per destinare a uso abitativo limmobile che ospita il multisala occorre una variante che - fa sapere il Comune - non sarà concessa. Lintenzione di Palazzo Vecchio sembra invece essere quella di fare il possibile per tentare di salvare il cinema. Ma non solo. Da tempo giace negli uffici di via Andrea del Castagno la richiesta di unaltra variante, presentata dalla proprietà (che, circa tra anni fa, fu ceduta dallo stesso Rinaldi allattuale società), questa volta per lampliamento del parcheggio esterno destinato ai clienti del cinema. E il Comune fa sapere che la sua approvazione è in dirittura darrivo. Insomma, il cinema deve restare dovè: «Non lasceremo che in quellarea si faccia una speculazione», è la posizione di Palazzo Vecchio. Intanto, rammarico per limminente fine del multisala è stato espresso da Bianca Maria Giocoli, consigliera comunale dei finiani di Fli: «Desidero esprimere il mio dispiacere per la chiusura del cinema Variety, che ha rappresentato per il Quartiere 2 un importante luogo di cultura e svago, soprattutto per giovani e famiglie, e preoccupazione per lesito delle potenzialità delle licenze che potrebbero confluire al multiplex di Novoli: è un brutto colpo per la città, e il cambio duso della struttura che dovrebbe ospitare mini appartamenti non ci convince». Anche se, sulla questione delle licenze, la Fcv ha negato fermamente ogni ipotesi di cessione: posizione confermata anche dal presidente fiorentino di Anec Maurizio Paoli. A suo tempo, inoltre, si erano mossi contro leventuale cambiamento della destinazione duso dellarea di via del Madonnone Ornella De Zordo di Perunaltracittà e Valdo Spini e Tommaso Grassi del Gruppo Spini: lo scorso 23 luglio i tre consiglieri comunali avevano fatto approvare un ordine del giorno che impegnava sindaco, giunta e uffici a non permettere lo sblocco del progetto presentato dalla proprietà e fermato dalle norme anti Quadra attraverso una variante che avrebbe consentito la trasformazione dellarea esterna da parcheggio pubblico a verde privato. «Non possiamo accettare lennesimo caso in cui un cinema cittadino venga trasformato in oggetto di speculazione edilizia», avevano affermato in quelloccasione Grassi, Spini e De Zordo. (e.f. e g.r)
FIRENZE - Quei trenta appartamenti congelati dal Comune
Il cinema Variety di Nellarea è stato chiuso a causa di un piano regolatore che non prevede abitazioni. La società proprietaria, che aveva spinto la società che gestiva il cinema a negare il rinnovo del contratto di locazione, vuole trasformare il cinema in un complesso con 34 bilocali, parcheggi e attività commerciali. Tuttavia, il Comune non ha autorizzato la variante necessaria per la trasformazione, e la proprietà ha presentato un'altra richiesta di variante per l'ampliamento del parcheggio esterno. Il Comune ha affermato che l'approvazione è in dirittura di arrivo.
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