Sopralluogo della Sovrintendenza di Ragusa presso l'antica chiesa di Sant'Antonio Abate a Vittoria. L'immobile, i cui resti risalgono al 1640 circa, è uno dei pochi gioielli barocchi della città Ipparina. La struttura, donata alla parrocchia di San Giovanni Battista negli anni '70, da parecchio tempo è oggetto di attenzione da parte della stessa parrocchia che dell'Amministrazione comunale. Infatti, nel 2005, l'Ente comunale aveva provveduto alla stesura di un progetto di recupero della struttura e presentato la richiesta di finanziamento presso la Regione Sicilia per un ammontare di 900 mila euro. A distanza di anni l'Amministrazione comunale, insieme alla parrocchia San Giovanni Battista chiede nuove attenzioni. Stavolta, la richiesta sembra aver trovato la giusta risposta nella disponibilità del sovrintendente Alessandro Ferrara che, nel corso del sopralluogo, ha avuto modo di vedere la bellezza architettonica racchiusa nella piccola chiesetta sita nel cuore del centro storico. "L'esito del sopralluogo - dichiara il sovrintendente Ferrara - è difficile da definire. C'è l'immediata necessità di mettere in sicurezza il sito, ciò che rimane della partitura architettonica della chiesa. C'è una parte straordinaria barocca che riguarda il portale e alcune parti interne in muratura come i cornicioni. Queste strutture - aggiunge - vanno puntellate e va garantita la permanenza in vita della struttura. Riuscire a salvare parti architettoniche dell'antica chiesa di Sant'Antonio Abate deve indurci a fare delle riflessioni sulle future soluzioni". Varie le soluzioni evidenziate: dalla musealizzazione dell'esistente, con il dovuto recupero e quindi lo sfruttamento della parti interne ed esterne con la realizzazione di un giardino attrezzato, alla possibilità di un recupero del volume con soluzioni da approfondire al fine di evitare di creare un falso storico. Ferrara, infatti, pensa alla possibilità di integrare il volume che non esiste con strutture che siano riconoscibili, con una copertura dignitosa per recuperare lo spazio interno della chiesa. Naturalmente per fare ciò sono necessari i fondi. E anche su questo punto il sovrintende è stato alquanto disponibile. "Certamnete ci impegneremo per la richiesta di una somma urgente prima che tutto questa patrimonio vada perduto". Gi.Cas. 25012011