Tutti al capezzale della Certosa, la grande malata. Il complesso monumentale, ricco di storia, sta morendo. Il tempo scorre via, scandito dai rintocchi dei numerosi campanili della Valgraziosa. Ultimamente il maltempo è stato capace di mettere a nudo guai atavici, vecchie magagne, la mancata manutenzione. La pioggia, alleata all'incuria, ha provocato soprattutto disastri. Adesso si moltiplicano i gridi di dolore perché va tutto in rovina. E purtroppo non succede niente, nulla che possa porre freno al degrado, bloccare il declino che pare inarrestabile. Piove dai tetti, a rischio i refettorio, insicuro il chiostro settecentesco dove si affacciano le cappelle vuote dopo che i monaci sono pariti nel 1972, minata la stabilità dei piloni del loggiato di marmo. Mancano i fondi, si dice e si ripete, anche per i più elementari interventi. Non ci sono neppure i soldi per sostituire le lampadine bruciate. Un quadro desolante, una tristezza infinita. Gli amministratori del Comune di Calci, sindaco Bruno Possenti in testa, d'intesa con il vice Antonio Piccioli e l'assessore Sandro Sandroni, si sono fatti carico del problema. Sopralluoghi, iniziative, impegno massimo al fine di venire a capo di una situazione che, da drammatica, rischia di divenire tragica. Da palazzo municipale la radiografia. «Non si può rimanere inermi di fronte a ciò che si verifica. Non si possono vedere sgretolarsi i muri, assistere a crepe sempre più inquietanti mentre affreschi di valore inestimabile svaniscono sotto la patina della muffa che avanza. Cornicioni qua e là vanno giù a pezzi. Parte della pavimentazione è sconnessa». In stretto contatto quotidiano con le istituzioni il direttore, Severina Russo non riesce a rassegnarsi a quelle che si presenta come un destino ineluttabile. Lotta con ogni energia per salvare il salvabile. Anche l'opposione consiliare di "Calci nel cuore" si è dimostrata pronta a battersi nel superiore obiettivo di preservare un bene che è patrimonio nazionale. «Non si dimentichi - rimarca il vice sindaco Piccioli - che la Certosa è il secondo monumento più importante della provincia di Pisa, il più visitato dopo la piazza dei Miracoli con la torre pendente». «Fa male - osserva Sandroni - assistere a rigonfiamenti provocati dall'umidità sulle pareti impreziosite da pitture. Gli intonaci vengono via davanti ai nostri occhi impotenti». I parlamentari Maria Grazia Gatti e Paolo Fontanelli, alcuni mesi fa, hanno presentato una interpellanza urgente al governo. Si tiene informato sull'evolversi della situazione l'onorevole Ermete Realacci. Al ministro Bondi è stata inoltrata una vasta documentazione. Il sindaco annuncia: «Abbiamo in programma un consiglio comunale aperto dentro la Certosa, alla presenza di Enrico Rossi. Attendiamo di sapere quando il governatore potrà essere disponibile. Vogliamo dire alto e forte che la Certosa deve conservare tutta la sua importanza». Possenti annota: «Sono quattro i soggetti coinvolti nell'operazione Certosa: oltre il Comune, la Sovrintendenza, l'Università e la Fondazione della Cassa di Risparmio, in grado anni fa di assicurare un finanziamento per lavori improcrastinabili». L'amministrazione comunale da subito, mette a disposizione 370mila euro, vale a dire il 40 dell'occorrente, per opere esterne al monastero vale a dire la pavimentazione, lo smaltimento delle acque reflue, l'illuminazione; il resto lo metterà la Comunità Europea. Questo fuori, ma è la dentro, all'interno. che bisogna intervenire.