Discussione delle mozioni Ghizzoni n. 1-00491 e Buttiglione n. 1-00533, presentate a norma dell'articolo 115, comma 3, del Regolamento, nei confronti del Ministro per i beni e le attività culturali, senatore Sandro Bondi. PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sulle linee generali delle mozioni. GIOVANNA MELANDRI (PD). Illustra la mozione Ghizzoni n. 1-00491, con la quale si chiedono le dimissioni del Ministro Bondi, evidenziando il totale fallimento della politica in materia di tutela dei beni e delle attività culturali intrapresa dal Governo. Rileva, altresì, come lo stesso Ministro non sia stato in grado di contrastare i tagli di risorse, finanziarie ed umane, che hanno penalizzato il settore di sua competenza, inopinatamente considerato dall'Esecutivo non come un fattore di crescita civile ed economica, ma come un costo per la collettività. ENZO CARRA (UdC). Illustra la mozione Buttiglione n. 1-00533, osservando che l'intollerabile riduzione degli stanziamenti di bilancio e delle risorse umane previsti per il Dicastero per i beni e le attività culturali ha causato guasti irreparabili nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico, determinando la mobilitazione di ampi settori dell'associazionismo culturale nonché reiterati appelli rivolti anche dalla sua parte politica al Ministro Bondi, responsabile di non aver attivato tutte le procedure esperibili per il ripristino di adeguati livelli di cura ordinaria e straordinaria del predetto patrimonio. Rilevata, quindi, la persistente e grave insufficienza delle politiche pubbliche per la cultura in Italia, ritiene che il Ministro competente per la tutela di tale strategico comparto, al quale esprime la sfiducia del suo gruppo, debba rassegnare le dimissioni. PAOLA GOISIS (LNP). Nel ritenere che al Ministro Bondi non possa essere imputata alcuna responsabilità per il crollo recentemente avvenuto nell'area archeologica di Pompei, dovuto principalmente ad un perdurante stato di incuria, reputa opportuna una rivisitazione degli strumenti di gestione del patrimonio artistico e culturale, anche mediante un'adeguata formazione del personale, il conferimento di più incisive competenze alle amministrazioni locali e l'eliminazione di sprechi nell'impiego delle risorse. ANTONIO BORGHESI (IdV). Sottolinea che la sua parte politica esprimerà la propria sfiducia al Ministro per i beni e le attività culturali in virtù di un fermo e fondato giudizio negativo sulla complessiva attività svolta nella direzione strategica e amministrativa del Dicastero nel corso di più anni, caratterizzatasi per gravi e personali responsabilità nella inopinata e poco trasparente gestione delle risorse economiche e professionali, nonché per la strenua e ambigua difesa della figura del Presidente del Consiglio. BENEDETTO FABIO GRANATA (FLI). Nel respingere le critiche circa la natura personale delle motivazioni alla base delle mozioni di sfiducia in discussione, delle quali invece evidenzia il carattere prettamente politico, che sottende ad un giudizio negativo sulla conduzione del Dicastero guidato dal Ministro Bondi, lamenta una visione eccessivamente imprenditoriale del settore della cultura, che rappresenta il patrimonio identitario e le radici del nostro Paese. Sottolineata quindi la drammatica esiguità delle risorse destinate a tale comparto, che sta comportando pesanti difficoltà ai numerosi lavoratori del mondo della cultura e dello spettacolo, evidenzia le notevoli lacune che si registrano nelle politiche di tutela paesaggistica, ambientale e storica perseguite dall'attuale Esecutivo. Nel ritenere infine che le responsabilità del crollo della Casa dei gladiatori di Pompei siano riconducibili al Ministro Bondi in virtù della gestione commissariale della predetta area, manifesta l'esigenza di destinare adeguate risorse alla gestione del patrimonio culturale italiano. LUISA BOSSA (PD). Nel manifestare vivo sdegno e netta riprovazione per lo stato di abbandono in cui versa il patrimonio artistico del Paese, ne ascrive la responsabilità politica al Ministro Bondi, lamentando la mancata individuazione di appropriate soluzioni alle problematiche emergenti nel settore dei beni culturali ed ambientali. Stigmatizzata altresì l'acquiescenza dello stesso Ministro alla scelta del Ministro dell'economia e delle finanze di tagliare indiscriminatamente le risorse destinate al comparto cultura, manifesta contrarietà ai criteri adottati per l'affidamento del complesso archeologico di Pompei, ritenendo che i gravi danni dallo stesso riportati siano da ricondurre ad una gestione inadeguata ed inappropriato del sito. RENZO LUSETTI (UdC). Nel rivendicare il carattere esclusivamente politico della richiesta di sfiducia nei confronti del Ministro Bondi, ritiene che la scarsa incisività mostrata da questi nell'ambito delle decisioni governative sia da ascrivere all'incarico ricoperto dallo stesso nel suo partito, con la conseguenza che il comparto della cultura sconta in maniera drammatica la politica dei tagli lineari adottati dal Ministro Tremonti. Ribadisce infine l'esigenza di una radicale riconsiderazione della linea fin qui seguita nel settore dei beni culturali, che denota la scarsa attenzione del centrodestra nei confronti di un comparto nevralgico e fondamentale per garantire le nostre radici e il futuro del Paese. EMERENZIO BARBIERI (PdL). Nell'esprimere un giudizio fortemente critico sui contenuti dei documenti di indirizzo in discussione, reputa del tutto inconferenti ancorché prive di logica le argomentazioni volte ad attribuire al Ministro Bondi la responsabilità dei crolli verificatisi nel sito archeologico di Pompei e del fallimento della politica dei beni culturali propria del Governo. Ritenute parimenti infondate le accuse secondo le quali il Ministro Bondi avrebbe indebitamente privilegiato il suo ruolo di coordinatore nazionale del partito di appartenenza, stigmatizza l'atteggiamento strumentale e pregiudiziale di taluni rappresentanti delle opposizioni, rammentando altresì la difficile situazione finanziaria in cui versava il comparto dei beni culturali all'atto dell'insediamento del Ministro in carica. Ricordato peraltro come il Parlamento abbia recentemente rinnovato la fiducia all'Esecutivo, richiama i provvedimenti salienti assunti dal Ministro Bondi nell'esercizio del suo mandato, illustrandone i proficui risultati, nell'auspicio della reiezione delle mozioni di sfiducia in discussione. EUGENIO MAZZARELLA (PD). Nel ritenere preliminarmente che la sfiducia nei confronti del Ministro Bondi si giustifichi in virtù della sua non condivisibile gestione dei beni culturali, eccessivamente succube delle scelte di rigore in politica economica e caratterizzata da una erronea visione delle politiche di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale del nostro Paese, lamenta un utilizzo clientelare delle limitate risorse destinate alla cultura, che dovrebbe indurre lo stesso Ministro a rassegnare le dimissioni. LUCIANO MARIO SARDELLI (IR). Manifesta indignazione per le vere ragioni, a suo avviso pregiudizialmente politiche e strumentali, alla base della presentazione delle mozioni di sfiducia individuale in discussione, esprimendo altresì apprezzamento e solidarietà al Ministro Bondi al quale, a nome del suo gruppo, rinnova la fiducia ed il sostegno parlamentare. MARIO LOVELLI (PD). Richiamate preliminarmente alcune vicende riguardanti l'operato del Ministro Bondi relativamente al patrimonio culturale del comune di Novi Ligure, che confermano l'inefficacia della politica attuata dal Governo nel settore dei beni culturali, ritiene sussistano i presupposti per chiedere le dimissioni dello stesso Ministro. PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione sulle linee generali delle mozioni. Rinvia quindi ad altra seduta l'intervento del Ministro ed il seguito del dibattito.