Il governo taglia i contributi alle Soprintendenze per restauri e manutenzioni VENEZIA. Neanche un euro dai Beni Culturali per restauro e manutenzione del patrimonio artistico e architettonico. E' quello che prevedono gli stanziamenti ordinari del 2011 del Ministero alle Soprintendenze lagunari. Si salva solo Sgarbi con 8 milioni di residui passivi da spendere. «Il quadro è effettivamente sconsolante - commenta il direttore regionale dei Beni Culturali del Veneto Ugo Soragni - se si pensa che per tutta la regione abbiamo nel 2011 605 mila euro da spendere per i beni demaniali e 200 mila per i beni non demaniali. Impossibile fare anche le manutenzioni urgenti in queste condizione. Tuttavia, attraverso una rimodulazione dei pochissimi fondi a disposizione rispetto alle indicazioni del Ministero, riusciremo a garantire una sia pur minima manutenzione alla Villa Pisani di Stra che ne ha assoluto bisogno e a confermare anche il promesso stanziamento di 125 mila euro per il restauro del campanile di Torcello che è a rischio di crollo. Ricordo però che se i soldi sono pochissimi, ma bisognerebbe però anche saperli spendere. Ad esempio, proprio per la Villa Pisani di Stra un sovrintendente, in carica solo pochi anni fa, ha sprecato un milione e mezzo di euro di fondi già stanziati, perché non li ha mai utilizzati e gli sono stati quindi ritirati. Aspettiamo intanto la ripartizione dei fondi di Arcus e quella per i progetti speciali per vedere se un altro po' di risorse arriveranno anche nell'area veneziana, mentre purtroppo sono praticamente spariti i fondi del Lotto, grazie ai quali è stato ad esempio finanziato l'allargamento delle Gallerie dell'Accademia». Chi invece non si lamenta è il soprintendente per il polo museale veneziano Vittorio Sgarbi. «Le risorse del Ministero sono irrisorie, ma va considerato anche quanto spendono Regioni, Comune e privati per i beni culturali, il problema sarebbe coordinarsi. Personalmente, comunque, per la mia Soprintendenza non ho problemi, perché ho trovato in cassa circa 8 milioni di euro di residui passivi non spesi, che impiegherò interamente per interventi su tutte le nostre sedi museali. In particolare, 3 milioni e 400 mila euro saranno impiegati per il riallestimento in corso del piano superiore delle Gallerie dell'Accademia senza toccare la nuova aula realizzata da Tobia Scarpa che sto realizzando con lo scenografo Pier Luigi Pizzi». Ma intanto - come ricorda anche la Uil Beni Culturali in un suo comunicato nemmeno un euro è stato stanziato dal Ministero neppure per la manutenzione di Palazzo Cappello, sede degli uffici delle Soprintendemze del Veneto orientale, dove per le carenze degli impianti, diverse persone si sono sentite male durante le torride giornate dell'estate scorsa.