Le imprese ghiotte e spericolate, disinvolte società edili, sono all'erta. Le ruspe già fremono. In verità non solo loro, pure 'Ndra-gheta e Mafia esultano. Il prossimo gennaio la gara d'appalto aggiudicherà alla società prescelta la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Il ministro Lunardi, con sorriso fiducioso e soddisfatto in una trasmissione Tv, la scorsa settimana, ha annunciato che il Ponte appena possibile verrà realizzato, si prevede che nel 2005 cominceranno i lavori. Allo sguardo il modellino pare un fantasma candido, lungo oltre 3 chilometri, con due torri elevatissime; quasi un arcobaleno che si posi dal cielo nel mare e sopra la terra come per incanto, senza danni né oltraggi al paesaggio, alla storia. Dopo poco meno d'un secolo di diatribe e lotte furibonde, il discusso ponte verrà realizzato fra lo scontento degli abitanti dei luoghi più toccati, in Calabria e Sicilia. La splendida Scilla, dal mare turchese e la baia di sogno, pare rinvigorire le sirene per ammaliare il moderno Ulisse, e attirarlo al mostro, il Ponte. Uno dei disastri storico-ambientali che si possano compiere nella Penisola prenderà sicché l'avvio, e ormai le sole preoccupazioni che paiono scuotere, con scarno successo, sono le geologiche per possibili sismi o frane sotterranee che travolgano i pilastri portanti, insomma relative alla costruzione e future edificazioni. Vane le proteste di Ambientalisti e Verdi, come le annunciate dimissioni del Sindaco di Villa San Giovanni, dopo la battaglia contro e una lettera ricevuta con 5 pallottole e altri amministratori di continuo minacciati. I soli tre chilometri che porteranno il «progresso» all'Italia intera secondo taluni, verranno a colpire direttamente dalle due parti oltre cento metri di lunghezza, e in larghezza assai vasta, tanto da far inghiottire un paesaggio fra i più indimenticabili, una gemma d'Italia, e villaggi, storia, cultura, tracce del passato, memoria, meraviglie di terre che costituirono la Magna Grecia e ora richiamano turisti italiani e stranieri. Nessuno, dopo battaglie e risse, pare occuparsene più a fondo, come per una battaglia già perduta, tranne coloro che vivono nei pressi, quei 2-3 villaggi, preziosi, antichi, moderni, comunque vissuti che sono la patria dei cittadini che saranno spodestati per una cifra circa di 15.000 euro, e luoghi e città nelle vicinanze subiranno pesanti contraccolpi per i mutamenti nell'intera zona. Sono previste dai due lati infrastrutture da costruire per 2.800 metri, servizi per la Sicilia, servizi, commerci, luoghi di ristoro, una caserma, un museo (il Nazionale Archelogico di Reggio Calabria, tra i più preziosi d'Italia con pure i «Bronzi di Riace», è fra i 10 meno visitati della Penisola, sicché un altro è puro optional), alberghi e altro. Basta una visita al Museo Nazionale di Reggio Calabria, ben allestito e organizzato, per capire le origini memorabili di questa terra, la Magna Grecia, che sono poi le nostre di italiani: le non così remote scoperte di siti e necropoli quali Locri, Matauros, Medma, seguitano a offrire importanti materiali di scavo, così come l'archeologia subacquea sempre assai generosa, tutto ciò narra quali ricchezze del nostro passato possano celarsi nelle terre che verranno spazzate via, vanificate. Mentre meriterebbero maggiori fondi per scavi, conservazione, per catturare altre tracce di questa Italia troppo bella, troppo ricca di beni culturali e dunque paesaggistici, che non meritiamo, che ci industriamo a contaminare, distruggere. L'esempio delle Isole Eolie in questi giorni, con 8 alberghi da costruire, la dice lunga. Ora qualche Paese prossimo a sparire in Calabria: Cannitello con le alture (luoghi di reperti dall'Età del bronzo in su, qui prima i greci poi i romani, compreso Giulio Cesare, scendevano per transitare dall'altra parte), Pezzo Inferiore, con conseguenze per Villa San Giovanni, dove porto e ferrovia vengono spostati. Dalla Sicilia: Torre Faro, Ganzirri con i magnifici laghi, Principe, fino a Villafranca, i luoghi di Horcynus Orca, nei pressi di Messina. Che fanno Verdi e Ambientalisti, hanno rinunciato? Chi ascolta i lamenti non delle sirene di Scilla e Cariddi, ma degli abitanti che verranno cacciati dalle loro case, dai ricordi, dal passato, dalla memoria storica? Bene ha fatto il Ministro Urbani a protestare con veemenza per le Eolie, dovrebbe forse fare altrettanto contro questo crimine che tocca il patrimonio, il mare con i suoi eccezionali «abitanti aquatici», lo splendido paesaggio, cantato da Alexandre Dumas, che fa parte del Codice dei Beni culturali? Lo ascolterebbero? Sorgono dubbi.
Ponte di Messina: un crimine contro la cultura
Il prossimo gennaio verrà assegnato l'appalto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Il ministro Lunardi ha annunciato che i lavori cominceranno nel 2005. Il ponte sarà lungo oltre 3 chilometri e avrà due torri elevatissime. La costruzione del ponte sarà effettuata da imprese ghiotte e spericolate, che non rispetteranno il paesaggio e la storia. La realizzazione del ponte avrà un impatto negativo sulla Calabria e sulla Sicilia, con la distruzione di villaggi, storia e cultura. I lavori prevedono la costruzione di infrastrutture, servizi e luoghi di ristoro.
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