Lignano. L'onorevole ricorda la petizione avviata dai contrari alla realizzazione dei lavori che rischiano di danneggiare il patrimonio arboreo Ivano Strizzolo (Pd) ha presentato un 'interrogazione al ministro Bondi Il progetto di ristrutturazione del lungomare Trieste di Lignano approda in Parlamento. L'onorevole Ivano Strizzolo (Pd) ha infatti presentato un'interrogazione indirizzata al Ministero per i beni e le attività culturali per chiedere «quali siano gli intendimenti del ministro Bondi interrogato circa la necessità di una tutela storica, culturale e ambientale per il Lungomare Trieste». «Così come richiesto e sollecitato dalle migliaia di cittadini che hanno sottoscritto la petizione». Strizzolo nella sua interrogazione ha illustrato le tappe del progetto e la conseguente nascita del comitato civico "Il lungomare è di tutti", «costituito in opposizione agli intendimenti dell'amministrazione per difendere i valori storico-ambientali del Lungomare, promotore di una petizione, già inviata a tutte le istituzioni locali e nazionali con un vasta raccolta di firme e all'inoltro al ministero per i beni e le attività culturali di una richiesta di vincolo sull'area". Il progetto per Strizzolo «comporterà un radicale rifacimento del lungomare, l'abbattimento di gran parte dei suoi storici pini, una frammentaria sequenza di spazi che lo priveranno del suo aspetto unitario, che oggi permette di sopportare il giusto rapporto tra città ed arenile». Proprio per questo:«Se approvato andrebbe a danneggiare l'insostituibile patrimonio dell'intera comunità e dei suoi ospiti per le sue caratteristiche paesaggistiche e turistiche». Ma anche storiche visto che la cittadina presenta «una pavimentazione progettata e iniziata nel 1915 dal genio Militare con funzione di pista di posizionamento e transito dell'artiglieria pesante, a difesa dei confini italiani, dagli eventuali attacchi della marina dell'impero Austro-Ungarico che aveva il suo fronte avanzato in località Porto Buso, posta a confine con Lignano che in quel periodo rappresentava l'ultimo approdo marittimo posto sotto la sovranità italiana» e che «l'area del Lungomare, sospesa a seguito della ritirata di Caporetto, fu completata dal genio Civile nel 1935 e con la sua caratteristica ornatura di centinaia di pini mediterranei rappresenta da sempre un simbolo della città». Per il parlamentare friulano dunque «Sulla base del progetto presentato, di cui si sta per approvare la versione definitiva senza che sia stata data alla cittadinanza una completa esposizione sulle caratteristiche e sugli effetti dell'intervento, i finanziamenti disponibili consentiranno di intervenire solo su una parte, mentre essi risulterebbero sufficienti per un intervento di valorizzazione sull'intero asse».