Piove sulla Certosa di Calci, ex monastero tra i più belli del mondo, e l'acqua sporca del degrado rischia di cancellare opere d'arte di estremo valore, tra le più visitate a Pisa dopo la Torre Pendente e monumento nazionale. «Non ci sono più soldi neppure per la manutenzione ordinaria», ammette la sovrintendenza e il sindaco di Calci, il comune a dieci chilometri da Pisa dove si trova il monumento, è costretto a scrivere al ministro Bondi. «Se continua così rischiamo di perdere un tesoro storico e artistico straordinario», conferma il primo cittadino Bruno Possenti. Le infiltrazioni di acqua e di umidità stanno sgretolando affreschi unici. Come le settecentesche Storie del Vecchio Testamento, dei bolognesi Antonio e Giuseppe Rolli e gli affreschi della cupola di Stefano Cassiani. In pericolo sono anche l'altare maggiore del Seicento firmato da Giovan Francesco Bergamini e dal figlio Alessandro con sopra un dipinto del Volterrano e la cappella della Vergine del Rosario dipinta a fine Settecento da Giuseppe Maria Terreni. Nel refettorio è minacciato l'affresco cinquecentesco dell'Ultima Cena di Bernardino Poccetti (1597), anch'esso a rischio pioggia per il tetto che sta andando alla malora. «Abbiamo problemi di stabilità della pavimentazione del chiostro spiega il sindaco Possenti . I monaci nel tempo avevano piantato alberi di cedro. Adesso le radici stanno spaccando l'antica pavimentazione mettendo in pericolo persino la stabilità del loggiato di marmo». Tra gli ambienti più interessanti della certosa, c'è la Foresteria Granducale con affreschi del Giarrè e del Somazzi. «Ospitava i sovrani della Toscana, unici ad avere una deroga a dormire in un monastero», spiega Severina Russo, funzionario della sovrintendenza di Pisa e direttore del museo della Certosa di Calci, Da anni la sovrintendenza non ha più soldi per i lavori e l'ultimo intervento, il rifacimento della facciata barocca, è stato realizzato grazie ai contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa. «Non possiamo neppure sostituire le lampadine nei cornicioni dice Severina Russo e l'unico intervento d'urgenza lo abbiamo ottenuto perché il muro di cinta del convento era instabile e dunque vi sarebbero stati pericoli per le persone». Insomma, la Certosa di Calci, che ospita anche il museo di Storia naturale e del territorio, rischia di trasformarsi in un rudere.