Richiesta urgente degli eredi, ma trattativa quasi impossibile. Loro chiedono 90 milioni, lo stato replica con 2,7 E' come al poker: gli eredi Festari vedono la mano del ministro Bondi. Nella speranza (labile) che per loro ci sia una scala reale o almeno con lo scopo di guadagnare tempo e rimanere in partita. Aspettando Stepanov o chiunque voglia presentarsi al posto suo col pacco dei milioni sopra il tavolo. Intanto, ecco la mossa a sorpresa dei quattro figli del conte Giovanni, che questa interminabile schermaglia fatta di finte e di bluff l'ha cominciata senza vederne la fine prima di morire: Francesco, Leonardo, Tommaso ed Antonio, i quattro fratelli Festari, chiedono un incontro urgente a Bondi. Scopo: «valutare assieme la possibilità di arrivare a un accordo». Sulla vendita dell'Archivio Vasari, è ovvio, la grande partita che ogni tanto pare essere arrivata alla svolta decisiva ma che poi riprecipita regolarmente nella melina. In apparenza parrebbe quasi una resa a condizione. Stremati dall'ostruzionismo dello stato che trova un ostacolo sempre nuovi, presi nella ragnatela tessuta dal ministero, dalla sovrintendenza, da Equitalia, dalla procura di Roma che indaga e quant'altri, i Festari si apprestano alla soluzione cui lo stato ha sempre teso: diventare l'acquirente unico e alle proprie condizioni. Cioè, per dirla con le ultime parole del ministro Bondi, a un prezzo ragionevole, che per l'uomo di governo e la sua burocrazia sono quei 2,7 milioni della perizia a suo tempo disposta dal tribunale di Arezzo. Lontanissima, mille miglia distante, dalla cifra di 150 milioni su cui si è trattato con l'enigmatico Vassily Stepanov, già agente dei servizi di sicurezza russi, e la sua holding moscovita «Ross engineering». In realtà di vendere al prezzo auspicato dal ministro i Festari non ci pensano neppure. Eh sì, perché fonti vicine agli eredi chiariscono subito: 2,7 milioni è una valutazione fuori dal mondo per un tesoro che comprende sonetti e lettere di Michelangelo, epistolari con Papi e Granduchi, persino un autoritratto di Vasari. Basti dire, spiega Guido Cosulich, l'avvocato dei fratelli, che «un solo bozzetto di Michelangelo è stato di recente battuto all'asta per 4 milioni e mezzo». E nelle carte di autografi del Buonarroti ce ne sono a iosa. Insomma, anche se si tratta di un'indiscrezione priva di qualsiasi ufficialità, al tavolo col ministro, se mai si farà, se Bondi accetterà l'invito all'incontro urgente richiesto, i Festari faranno sì uno sconto rispetto alla cifra dell'offerta irrevocabile d'acquisto di Stepanov, ma non scenderanno sotto gli ottanta-novanta milioni. Prezzo dinanzi al quale lo stato, ci si può scommettere un tesoro, risponderà picche. E allora, viene da domandarsi, che lo chiedono a fare, gli eredi, un incontro con Bondi? Tattica appunto. Innanzitutto per non rimanere loro col cerino acceso e non fare la parte di quelli che non vogliono discutere con lo stato. E poi per guadagnare tempo, per schivare altre bordate statali, come fu a suo tempo la richiesta di pignoramento dell'archivio da parte di Equitalia per un debito col fisco da 800 mila euro. L'obiettivo vero resta riaprire la porta della trattativa coi russi o, in alternativa, riattivare il canale con le istituzioni americane (un paio di musei e università di Costa Orientale e Middle West) che in passato si erano dette disponibili a investire almeno 90 milioni. In realtà, neppure l'ipotesi Stepanov sembra tramontata. Se non altro perchè fonti vicine al magnate russo avrebbero chiarito ai Festari che l'intervista al FrankfurterAllgemeine che ha fatto precipitare la situazione, sarebbe stata almeno in parte fraintesa. Stepanov si sarebbe detto stanco delle lungaggini, ma non avrebbe ancora annunciato il suo ritiro dall'affare. Ora si aspetta un contatto diretto col patron di «Ross». Per capire se al tavolo del poker Vasari c'è ancora un giocatore russo. ULTIME TAPPE Dissequestro Gli eredi annunciano a Santo Stefano il dissequestro dell'archivio cui erano stati posti i sigilli dalla procura di Roma Il contratto I Festari spiegano che è già stato fissato un incontro da un notaio fiorentino per chiudere l'affare con Stepanov La prelazione Ma lo stato ribadisce che la procedura deve ricominciare daccapo, dalla notifica seguita dal diritto di prelazione La rinuncia Stepanov annuncia alla Frankfurter Allgemeine che si ritira: non c'è volontà degli eredi, volevano alzare il prezzo E LA BATTAGLIA CONTINUA, SUL PIANO LEGALE E NON SOLO Guido Cosulich: «Rialzare le cifre» L'avvocato dei Festari che ha ottenuto il dissequestro dell'archivio spiega che le cifre dell'affare non possono essere quella della perizia del tribunale di Arezzo da 2,7 milioni di euro, disposta a suo tempo Il sindaco «Compri lo stato» Il sindaco Fanfani ha scritto nei giorni scorsi una lettera al ministro Bondi: ora deve comprare lo stato, l'archivio torni visibile in occasione dell'anno vasariano già in corso. Bondi: pronto ma al giusto prezzo.