La Molara, grotta di natura carsica, in contrada Pietrazzi alla periferia di Palermo, era famosa fino a ieri per i numerosi reperti di fossili della estinta fauna quaternaria e della presenza di popolazioni umane preistoriche SICILIA - La Molara, grotta di natura carsica, in contrada Pietrazzi alla periferia di Palermo, era famosa fino a ieri per i numerosi reperti di fossili della estinta fauna quaternaria e della presenza di popolazioni umane preistoriche. Oggi l'associazione ambientalista dei Gre (Gruppi Ricerca Ecologica) con il suo presidente nazionale, Umberto Balistreri, cui la Soprintendenza ai Beni culturali ha affidato la gestione della grotta, va giustamente fiera della scoperta di un gruppo di ricerca del Dipartimento di Biologia dell'Università di Catania. Sono stati rinvenuti tre esemplari di una nuova specie troglobia di insetto, appartenente all'ordine dei Coleotteri e al gruppo degli Pselaphinae, mai rinvenuto prima in una grotta nonostante le svariate ricerche biospeleologiche condotte da anni in differenti aree carsiche. L'insetto, cui è stato dato il nome di Tychobythinus molarensis Sabella Grasso, è attero e anoftalmo (privo di ali e di occhi), con gli arti e le antenne estremamente allungati. Differisce inoltre per altri caratteri morfologici esterni dai gruppi vicini e specialmente per la peculiare morfologia dell'edeago (organo copulatore maschile). E' stata la giovane ricercatrice Maria Teresa Spena a scorgere nella totale oscurità i tre piccolissimi (la loro lunghezza varia da 1,1 a 1,15 mm) coleotteri sul crostone calcareo, tra le argille, ad un'altezza di circa un metro dal piano di calpestio, nella prima sala della grotta. Gli esemplari, tutti e tre maschi, sono stati raccolti a vista nei pressi di esche biologiche già da tempo posizionate in diversi ambienti della cavità. Finora nessuna femmina. Fortunatamente però, dichiarano i ricercatori, il rinvenimento degli esemplari maschi ha permesso il confronto con i gruppi affini e l'attribuzione ad un nuovo taxon (raggruppamento sistematico). Il ritrovamento di individui femmine potrà completare il quadro sulla biologia di questa specie che attualmente è sconosciuta. Il monitoraggio sistematico all'interno della cavità è stato sempre eseguito, con sopralluoghi mensili a partire dal 2007, dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Biologia dell'Università di Catania di cui fanno parte il professor Rosario Grasso e la dottoressa Maria Teresa Spena. La nuova specie è stata chiamata Tychobythinus molarensis Sabella Grasso dal nome dei due studiosi del Dipartimento che l'hanno studiato. Il professor Giorgio Sabella è anche esperto pselafidologo. Le scoperte non sono nuove nella grotta della Molara che da due anni fa parte di una Riserva Naturale Orientata. Frequentata sin dalla Preistoria, la Grotta della Molara fu oggetto di esplorazioni, nel fervore delle ricerche compiute negli anni '60 del XX secolo, da parte di Giovanni Mannino, che portarono tra l'altro alla scoperta di un cranio mesolitico. La Grotta è un vero e proprio scrigno di tesori non solo archeologici. È proprio nel 1978 che viene scoperto un organismo troglobio ed endemico ad opera del professore D. Caruso, pure dell'Università di Catania, l'Isopode Trichoniscus alexandrae. Fino al 1978 gli organismi rinvenuti all'interno della cavità, grazie alle ricerche biospeleologiche condotte però in modo non organico, erano soltanto tre: il ragno Cerrutia molara (specie troglofila ed endemica siciliana, ma non esclusiva della Grotta della Molara: è stata ritrovata infatti anche nella Grotta del Pidocchio a Monte Pellegrino), l'Isopode Oniscoideo Trichoniscus alexandrae rinvenuto anche nella Grotta del Fico vicino a Torretta (PA) e, infine, il Diplopode Orphanoiulus dinapolii, anch'esso endemico siciliano ma presente in diverse altre grotte della Sicilia. «Da allora - dichiara il professor Umberto Balistreri, presidente dei Gre - un lungo oblio nelle ricerche biospeleologiche fino a quando, tre anni fa, grazie alla disponibilità della Soprintendenza e all'azione dei Gre che lo finanziano, il monitoraggio è stato riattivato ed è stato possibile arrivare alla scoperta della nuova specie che si aggiunge alle 14 conosciute fino ad oggi in Italia a fronte delle 180 note nel mondo». Il lavoro degli studiosi verrà pubblicata a breve su una rivista entomologica internazionale (Deutsche Entomologische Zeitschrift). 24012011
SICILIA - La Molara, grotta di natura carsica, in contrada Pietrazzi alla periferia di Palermo
La grotta di natura carsica della Molara, situata a Palermo, è stata scoperta di un nuovo insetto troglobio, Tychobythinus molarensis Sabella Grasso. L'insetto, appartenente all'ordine dei Coleotteri, è attero e anoftalmo, con arti e antenne estremamente allungate. È stato scoperto da una giovane ricercatrice, Maria Teresa Spena, che ha scorto i tre piccolissimi coleotteri sul crostone calcareo. Il ritrovamento degli esemplari maschi ha permesso il confronto con i gruppi affini e l'attribuzione ad un nuovo taxon.
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