È andato crescendo, in questi giorni, il dibattito sulla normativa regionale che indica le aree non idonee all'installazione del fotovoltaico. Tale regolamentazione arriva in applicazione delle linee guida nazionali, finalizzate a ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche fossili, incentivando gli impianti alimentati da fonti rinnovabili. La discussione verte su come raggiungere questo importante obiettivo tutelando le aree che garantiscono la produzione del cibo, la tutela della biodiversità e che sono capaci di assorbire anidride carbonica. La proposta della giunta regionale è nella sostanza positiva, ma come Ente Parco, nell'ambito della consultazione svolta dalle Commissioni del consiglio regionale, abbiamo fatto, per il territorio del parco, le seguenti richieste: la disciplina regionale deve prevedere la facoltà di ulteriore e più dettagliata regolamentazione da parte degli enti cui compete il governo e la pianificazione dei territori locali, facendo salve eventuali regolamentazioni più specifiche, studiate per realtà territoriali particolari, quali appunto soprattutto i territori delle aree naturali protette, e dettate dagli strumenti di governo e pianificazione del territorio previsti dalla legislazione vigente (nel nostro caso previsti dalla legislazione dei parchi). Va sottolineato che tale principio è già previsto e sancito dalla normativa nazionale di riferimento, che demanda alle Regioni l'individuazione delle aree cosidette "non idonee" attraverso propri provvedimenti, nei quali si deve tener conto "dei pertinenti strumenti di pianificazione ambientale, territoriale e paesaggistica"; ed in tali strumenti sono senz'altro compresi i piani ed i regolamenti dei parchi. Inoltre si chiede che, per quanto riguarda i siti dell'Unesco, insieme a quelli relativi al Patrimonio Mondiale, che fanno riferimento al programma culturale, siano inserite anche le "Riserve della Biosfera", che sono istituite dall'Unesco in base al suo programma scientifico. In Toscana sono presenti due riserve della Biosfera: la "Selva Pisana", che interessa il territorio del Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, e l'arcipelago Toscano. Si chiede, infine, che nei parchi naturali e nei siti di importanza comunitaria (Sic e Zps) sia limitata la realizzazione di impianti fotovoltaici ai soli casi in cui non si verifichi una riduzione dei processi "naturali", cioè sopra gli edifici e le tettoie, a terra solo nelle aree di pertinenza degli edifici o in genere in aree già impermeabilizzate e non recuperabili, tenuto conto che tutto il territorio del parco si caratterizza per la sua "naturalità" e che l'installazione dei pannelli fotovoltaici nelle zone agricole comporterebbe una rilevante alterazione di aree che costituiscono un importante presidio ambientale e di tutto l'ecosistema. Del resto, applicando questi criteri, in questi anni l'Ente Parco ha rilasciato 20 autorizzazioni ad installare impianti fotovoltaici su capannoni agricoli, parcheggi coperti e abitazioni, che, in alcuni casi, hanno reso completamente autosufficienti, dal punto di vista energetico, importanti aziende agricole del territorio del parco. (Presidente dell'Ente Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli)