La protesta «Sette giorni di mobilitazione» a partire da oggi per convincere il Parlamento «a fermare la devastazione che si sta compiendo ai danni dellintero comparto culturale italiano». È lannuncio di una battaglia durissima quello sottoscritto da oltre cinquanta sigle del mondo dello Spettacolo, della Cultura e dellinformazione (dallAnec, Associazione nazionale autori cinematografici, a Movem09, Movimento emergenza Cultura-Spettacolo-Lavoro) che si aggiunge a proteste e iniziative (scioperi alla Scala, al Massimo di Palermo...) organizzate in tutta Italia contro il ministro Bondi che «non ha tutelato il suo ministero», dicono i lavoratori, e contro il governo che ha tagliato fondi alla Cultura (quasi 100 milioni di euro tolti al ministero dei Beni Culturali, 400 milioni in meno allo Spettacolo dal 2005 e il Fondo unico per lo spettacolo, Fus, ridotto per il 2011 a 258 milioni di euro). Su questi temi è stata organizzata oggi a Roma una assemblea del movimento "Tutti a casa", lo stesso delle proteste al festival capitolino del cinema, mentre il "Tavolo del Capranichetta" (si va da Agis a Federculture) sta organizzando una manifestazione per i primi di febbraio. Nei teatri di tutta Italia ogni sera prima dello spettacolo viene letto al pubblico un comunicato sulla paralisi dellintero settore se non arriveranno i contributi «impedendoci così di produrre spettacoli e progetti futuri», come denunciano i 12 teatri dellEmilia Romagna (Ert). La richiesta è chiara: reintegro dei fondi con il Milleproproghe in discussione in Senato. Da Genova, lassessore comunale alla Cultura Andrea Ranieri propone di sbloccare 217 milioni di euro di contributi Enpals in avanzo e di destinarli a teatri lirici e di prosa. (anna bandettini)