Il costruttore Toti e il sindaco Albai: «Posti di lavoro e tutela della spiaggia di Tuerredda». Il progetto Sitas divide Teulada CAGLIARI. Presentazione ufficiale, con contestazioni, ieri mattina nella sala della Provincia per il progetto della Sitas su Capo Malfatano. Tra gli intervenuti i progettisti, il sindaco di Teulada, Albai, e lo stesso presidente di Sitas, l'immobiliarista romano Claudio Toti. Dopo una attesa dovuta al fatto che le forze dell'ordine impedivano al pubblico, quasi tutto pro-Sitas, di arrivare in sala, è toccato allo stesso Toti presentare le linee generali del progetto. «È rispettoso dell'ambiente e del territorio. Teulada ha il 47 per cento di residenti senza lavoro; con il nostro investimento vogliamo contribuire ad abbattere questa percentuale. Quando tutto il complesso sarà completato, ci saranno 600 occupati a regime, da noi in parte anche formati ad hoc, a cui andrà aggiunto l'indotto. Sui 700 ettari di nostra proprietà costruiremo solo su 50, spostando le cubature da Capo Malfatano alle zone oltre la statale prospicenti Tuerredda. Entro il 2012 sarà terminata una prima parte dell'albergo con 200 stanze disponibili sulle 400 programmate». L'intervento di Toti è stato accompagnato da alcuni applausi a scena aperta, intervallati da «bravo», del pubblico naturalmente pro-Sitas. Numero chiuso nella spiaggia di Tuerredda, una nuova strada di sei chilometri che collega Capo Malfatano a Teulada e posti di lavoro prima nell'edilizia e poi nel settore turistico-ricettivo. Sono questi invece di desideri del sindaco Gianni Albai. «Non siamo più in grado di controllare l'afflusso dei bagnanti a Tuerredda e la normativa regionale non ci aiuta ha spiegato il sindaco per questo servirà istituire il numero chiuso in spiaggia. Anche i teuladini hanno diritto a programmare il loro sviluppo, e non dobbiamo vergognarci di avere a che fare con imprenditori che vogliono valorizzare la nostra costa. Da noi arrivano solo i turisti della domenica, è ora di dire basta». Applausi e cenni di consenso da parte del pubblico, tranne che dei pochi ambientalisti e responsabili delle associazioni ecologiste che hanno issato anche fotografie dell'area di cantiere e striscioni per contestare il progetto. I progettisti architettonico, paesaggistico e di recupero dell'ambiente rurale, infine, hanno spiegato che saranno utilizzati materiali e specie arboree della Sardegna. «Abbiamo anche preparato un vivaio dove crescono le piante autoctone che ricopriranno di verde tutta l'area. Capo Teulada ha detto Mauro Ballero, docente di scienze botaniche a Cagliari è una area floristica ottimale, ma se non interveniamo con il recupero rischiamo di perdere quel poco che rimane. Con la bioingegneria riposizioneremo le specie endemiche lì scomparse. L'ambiente, e la sua tutela, hanno guidato il progetto urbanistico, come mai è avvenuto nell'isola».