L'accelerazione del disfacimento istituzionale e politico promette di rendere grottesche le celebrazioni del centocinquantesimo anno dell'unità nazionale. La sostanziale assenza di una qualunque azione di governo centrale lascia, infatti, campo ad una disordinata somma di interessi e particolarismi locali. La rincorsa di Salerno al treno delle capitali da festeggiare e il prontissimo cedimento del sottosegretario Gianni Letta appaiono la cifra perfetta della pittoresca anarchia di questo paese da bricolage. E se questo è vero sul piano storico-politico, rischia di essere verissimo per quanto riguarda il versante storico-artistico di quegli stessi festeggiamenti. E già assai discutibile l'idea di organizzare a Torino una costosissima mostra kolossal sulle capitali d'Italia mentre il patrimonio monumentale nazionale (e particolarmente quello meridionale) si sfarina quotidianamente. Ma è davvero indecoroso vedere come perfino questa mostra si sia subito trasformata in un teatrino di rivalità provinciali da Strapaese. I sindaci e i parlamentari di Modena e Parma sono, per esempio, insorti perché le loro capitali non erano rappresentate: così il sottosegretario Carlo Giovanardi si è impegnato in una coraggiosa mediazione che avrà il bel risultato di portare a Torino alcuni 'capolavori' già dichiarati inamovibili per importanza e delicatezza. Così la stessa classe politica che è incapace di finanziare la tutela del patrimonio artistico della nazione si picca di fare e disfare il catalogo di una mostra, in barba ad ogni competenza tecnica e alle stesse regole del Ministero per beni culturali Vuoi vedere che la kermesse di Torino finirà col rappresentarci davvero?
La mostra kolossal e le rivalità
L'unità nazionale italiana celebra il centocinquantesimo anniversario, ma la sostanziale assenza di azione di governo centrale lascia campo ad interessi e particolarismi locali. La mostra sulle capitali d'Italia a Torino è stata organizzata, ma si è trasformata in un teatrino di rivalità provinciali. I sindaci e i parlamentari di Modena e Parma hanno reclamato la rappresentazione delle loro capitali, e il sottosegretario Carlo Giovanardi ha mediato, portando alcuni 'capolavori' a Torino. La classe politica è incapace di finanziare la tutela del patrimonio artistico nazionale, ma si picca di fare e disfare il catalogo di una mostra. Ciò potrebbe rappresentare la kermesse di Torino.
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