Ex Mattatoio, il Grande Incompiuto - E per gli studenti dellAccademia il "problema letame" Lex assessore allUrbanistica Morassut: "Con il disinteresse torna il degrado" A vederlo da fuori sembra un vecchio edificio abbandonato: graffiti, tag dei writer, impalcature per tenere su qualche parte di muro cadente. Lex mattatoio di Testaccio, quello che, costruito alla fine dell800, era considerato il gioiello dellarcheologia industriale da riportare in vita, facendolo diventare una Città dellarte, dopo ventanni di progetto è ancora un Grande Incompiuto. É appena finito di nascere il bel padiglione, il primo, per gli studenti dellAccademia di Belle Arti, ma non si può inaugurare per motivi igienici. Perché? Proprio accanto stazionano i cavalli delle "carrozzelle" che da sempre dovrebbero traslocare, e nellattesa il letame degli animali rende laria irrespirabile. Succede anche questo dietro le mura del Mattatoio. «A Parigi in tre anni è nato un nuovo centro, il "Centquatre", che ha preso il nome dal numero civico di un palazzo che era di una società di pompe funebri» afferma larchitetto Luciano Cupelloni, che qui ha progettato larea del Museo Macro, quella dellAltra Economia, ora chiusa, ed anche i nuovi spazi dellAccademia «E bisogna pensare che il Mattatoio è di 50 mila metri quadrati, mentre lì erano almeno la metà». E la Pelanda, che doveva diventare, con dieci milioni di investimento, un grande centro di produzione culturale, ora è stata affidata a Macro e rischia di svolgere la funzione di un semplice spazio di esposizione. Ma torniamo al gigante incompiuto. Per il 40 per cento, i suoi padiglioni, 22 mila e 500 metri quadrati, dovrebbero essere ristrutturati e occupati dalle facoltà di Architettura, dal Dams e da Storia dellArte di Roma Tre, ma si è appena aperto un cantiere alle ex Tripperie, poco per le dieci strutture da far rinascere. Mentre il 10 per cento, 6 mila metri quadrati, è destinato proprio allAccademia di Belle Arti. E poi ci sono gli uffici comunali. Il piano particolareggiato per linsediamento di Roma Tre è addirittura del 2003, ma le gare sono state fatte solo lo scorso anno e aggiudicate recentemente allimpresa Navarra. Per il resto ci sono i padiglioni del Macro, la Pelanda di cui parlavamo e quella Città dellAltra Economia, aperta nel settembre del 2007 e ora chiusa. «Quello che si fa» spiega lex assessore allUrbanistica, il deputato del Pd Roberto Morassut «va avanti grazie alle deliberazioni, ai progetti e ai finanziamenti stabiliti tra il 2003 ed il 2008 quando Veltroni era sindaco. Da allora solo indifferenza e definanziamento di alcuni interventi. Il disinteresse di questa Giunta ha fatto tornare anche il degrado riportando indietro di 10 anni lo stato del luogo che avevamo cominciato a risanare». Riuscirà il vecchio gigante a rinascere? Questa è ancora una speranza.