Nel mirino politici e amministratori che avrebbero favorito il gruppo Acquamarcia IMPERIA - I posti barca utilizzati come merce di scambio per ricambiare i favori relativi ad appalti e concessioni. Cè anche questo filone nellinchiesta della procura dImperia sui presunti illeciti, che sarebbero alla base dellassegnazione della concessione (revocata due giorni fa) e degli appalti per il nuovo maxi porto turistico. Sui tavoli dei pm Alessandro Bogliolo e Maria Antonia Di Lazzaro ci sono infatti i documenti relativi alle centinaia di posti barca venduti, anzi venduti e ricomprati due o tre volte, già da quando erano solo sulla carta. Tra i proprietari ci sono nomi noti e, in particolare, anche parenti stretti dellex ministro Claudio Scajola, che è tra gli indagati per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa insieme al costruttore romano Francesco Bellavista Caltagirone, e poi al direttore generale Carlo Conti; lex segretario generale del Comune oggi consulente della Provincia Paolo Calzia, che della Porto Imperia è presidente; e infine Domenico Gandolfo, ex direttore generale fino al 2007. In realtà gli indagati sarebbero molti di più ma al momento, per custodire la segretezza delle indagini la procura non ha ancora notificato gli avvisi né consegnato atti da cui possano emergere le identità. E un fatto, però, che lipotesi accusatoria prevede uno scambio di favori tra chi avrebbe favorito e sollecitato lingresso nella società partecipata dal Comune al 33 (prima la quota era più alta) del gruppo Acquamarcia di Francesco Bellavista Caltagirone, socio in affari e compagno nella vita di Beatrice Cozzi Parodi, anche lei nella compagine della Porto Imperia spa. Bene, nello scenario investigativo "laiuto" al costruttore romano sarebbe stato ricompensato. In altre parole, politici ed amministratori indagati ne avrebbero tratto un beneficio. E i posti barca, acquistati magari ad un prezzo di favore, potrebbero rappresentare, secondo gli inquirenti, la restituzione della cortesia. In queste ore, intanto, il fronte giudiziario e quello politico a Imperia si intersercano di continuo. Le presunte pressioni, minacce, continui solleciti nei confronti del dirigente comunale Pierre Marie Lunghi che ha firmato la revoca della concessione alla Porto di Imperia per una serie prolungata di inadempienze (assenza delle fatture a giustificazione dei costi sostenuti, e poi sub appalti e violazioni urbanistiche), sono costati un avviso di garanzia per violenza privata nei confronti del sindaco Paolo Strescino e del segretario generale Andrea Matarrazzo che negano qualsiasi intromissione. Ieri, inoltre, lex assessore al Bilancio, Rodolfo Leone, neo segretario cittadino del Pdl, ha messo in campo lennesima minaccia occupazionale: «Se il Comune avrà ragione, prenderà il via una serie di fallimenti societari, e a pagarne le spese saranno i lavoratori, le utenze e le imprese». Dimenticando per altro di ricordare che di recente diverse imprese avevano chiesto aiuto proprio al Comune di fronte ai continui ritardi di pagamento da parte di Bellavista Caltagirone.
LIGURIA - Imperia, linchiesta si allarga posti barca in cambio di favori
La procura dImperia sta indagando su presunti illeciti relativi allassegnazione della concessione (revocata due giorni fa) e degli appalti per il nuovo maxi porto turistico. I documenti relativi alle centinaia di posti barca venduti, anzi venduti e ricomprati due o tre volte sono stati trovati sui tavoli dei pm. Tra i proprietari ci sono nomi noti, tra cui parenti stretti del ministro Claudio Scajola. L'indagine prevede uno scambio di favori tra chi avrebbe favorito e sollecitato l'ingresso nella società partecipata dal Comune al 33 del gruppo Acquamarcia. I posti barca potrebbero rappresentare la restituzione della cortesia.
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