Il sospetto si è insinuato agli inizi della settimana, quando il ministro della Cultura Sandro Bondi ha fatto perdere le tracce di sé nella sede del dicastero in via del Collegio Romano. "A quanto ne so ha infatti confermato anche ieri Italo Bocchino, di Futuro e libertà Bondi è già a casa da giorni". Come a dire: le sue dimissioni sono imminenti. Lascerà prima che si cominci a discutere le mozioni di sfiducia contro di lui, una del Pd e Idv e l'altra del Terzo Polo, fresca di presentazione solo due giorni fa. Il "processo" politico al ministro dei tagli al Fus, dei crolli di Pompei e della parentopoli ministeriale dovrebbe iniziare proprio domani. Mentre il voto, sulla carta, è previsto per martedì pomeriggio. Sulla carta. Perché non c'è più nulla di scontato. L' "affaire Ruby" ha cambiato i piani del Cavaliere. Giovedì sera, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha avuto un lungo colloquio con Bondi. Sondaggi alla mano, avrebbe deciso di andare avanti. Bondi si è detto disponibile a dimettersi anche subito, ma Berlusconi l'ha fermato: "Non facciamo come con Scajola, stavolta si resiste". Su Bondi, il Cavaliere pare intenzionato ad andare allo scontro parlamentare: nei suoi piani, dovrà essere una prova di forza della maggioranza dalla quale uscire vincente per dimostrare a tutti, a partire dall'alleato Umberto Bossi, di averli davvero i numeri per andare avanti e per portare a casa l'agognato federalismo. "Dobbiamo dimostrare che il gruppo responsabili ha cambiato lo scenario avrebbe spiegato Berlusconi sia a Bondi che ai coordinatori Pdl e che il governo è più solido di prima; nessuno vuole andare a votare, dobbiamo sfruttare questi timori". Di fatto, ha ragionato il Cavaliere, se anche si dovesse andare in minoranza nel voto su Bondi, a rimetterci il posto sarebbe soltanto il ministro. E il presidente del Consiglio prenderebbe l'interim dei Beni Culturali come già era stato programmato. Le ripercussioni sul governo sarebbero, secondo Berlusconi, modeste. Ma se invece, dovesse andar bene, allora la vittoria sul piano mediatico e politico in un momento come questo sarebbe "impagabile". Dunque, Bondi resterà al suo posto per volere del Cavaliere fino al giorno del giudizio. Che, però, potrebbe anche non essere martedì. Altra sorpresa. Le indiscrezioni sulla strategia di Berlusconi o sarebbero arrivate anche all'orecchio di Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc. Che proprio martedì mattina, durante la conferenza dei capigruppo alla Camera, chiederà lo slittamento del voto su Bondi. Per due motivi: perché non si è certi del risultato e perché fino a quando la mozione resta in piedi rappresenta un elemento di logoramento dell'esecutivo. Meglio, insomma, temporeggiare ancora un po' questa sarebbe l'idea che circola nel Terzo Polo in attesa che sia casomai proprio Bossi a muovere quelle pedine capaci di far crollare tutto come nel 1994. Una cosa appare certa: tutte le forze politiche d'opposizione, ma anche e soprattutto la maggioranza, vogliono prima vedere cosa ha davvero tra le mani la Procura di Milano per decidere se andare a votare o meno. Il tempo gioca a sfavore del Cavaliere che, però, lo sta utilizzando per limare la sua strategia mediatica. Proprio a proposito della latitanza di Bondi dal Ministero, si registra di contro la presenza assidua di Vittorio Sgarbi tra le mura del Collegio Romano. Si prepara forse alla successione? L'ex sindaco di Salemi, in realtà, sta giocando una partita su più tavoli, uno di questo riguarda il rafforzamento della strategia mediatica berlusconiana in vista, comunque, del voto. Ai primi di febbraio dovrebbe decollare infatti su Raiuno il suo nuovo programma: sei puntate di due ore in prima serata con il critico d'arte e politico ferrarese, soprintendente del Polo museale di Venezia nonché curatore del padiglione Italia della Biennale, mattatore unico. Si chiamerà "Il bene e il male" e vorrebbe essere la risposta berlusconiana a "Vieni via con me" di Fabio Fazio e Roberto Saviano, o forse una riedizione degli "Sgarbi quotidiani", i monologhi su Canale 5 che negli anni Novanta sono stati uno strumento decisivo nella diffusione del berlusconismo via etere. Altri tempi, altri scenari. Ma le strategie del Cavaliere non cambiano mai. Nei box: La conversione di un comunista, grazie allo scultore di Arcore "Ero affascinato da Berlinguer, sono andato ai suoi funerali. Avverto l'afflato religioso per la giustizia sociale", ha detto una volta Sandro Bondi, già comunista, sedicente poeta, coordinatore del Pdl, infine ministro. "Gli unici violenti in questo Paese sono gli esponenti della sinistra italiani. Perfino Bersani che consideravo fino a poco tempo fa una persona perbene", ha detto ieri il per ora ministro. Di Fivizzano (provincia di Massa e Carrara), nato nel 1959, Bondi non ha mai davvero superato la sua provenienza ideologica, tanto da cercar sempre di elogiare Berlusconi con argomenti "di sinistra", fino a paragonarlo (in un recente pamphlet) ad Adriano Olivetti, imprenditore progressista. Figlio di un operaio e di un operaio e di una casalinga, si laurea in Filosofia a Pisa, negli anni Settanta milita nella Fgci, i giovani del partito comunista, mentre comincia a lavorare come assicuratore per l'Unipol, gruppo da sempre politicamente colorato di rosso. Tra il 1989 e il 1992 è sindaco del suo paese, Fivizzano, poi conosce Silvio Berlusconi grazie a Pietro Cascella (lo scultore che ha creato il mausoleo funebre nel giardino della villa di Arcore). E Bondi comincia a lavorare per il Cavaliere, prima mansione: rispondere alle lettere degli ammiratori. "Quando Berlusconi decise di fondare Forza Italia offrì anche a me una candidatura. Ma io dissi che non potevo passare da un campo all'altro. Era troppo fresco l'abbandono del Pci. Ma mi resi disponibile per dare una mano al partito", ha spiegato. In Parlamento entra nel 2001, sempre con Forza Italia, di cui diventa coordinatore dal 2003. Del suo principale dice: "La logica maschile del potere viene sostituita dalla logica femminile del dono, della comprensione, dell'amore". Nel 2008 perde il ballottaggio per la presidenza della Provincia, a Massa e Carrara, quindi viene nominato ministro della Cultura succedendo a Francesco Rutelli. É uno dei tre coordinatori nazionali del Pdl, assieme a Ignazio La Russa e Denis Verdini. Bondi sostiene di non avere amici tra i politici, con due sole eccezioni: Silvio Berlusconi, ovviamente, e Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. Da anni si accompagna a Manuela Repetti, oggi parlamentare del Pdl. Nel 2010 firmano insieme un comunicato di apprezzamento per la riforma sanitaria varata da Barack Obama. Due anni al governo L'uomo sbagliato al posto sbagliato Orticaria. Da coordinatore di Forza Italia, nel 2003, confessa di avere "una specie di orticaria quando sentiamo parlare di verifiche, di rimpasti; ci ricordano un tempo passato in cui i nostri elettori in particolare, non si riconoscano più" (FOTO ANSA) Dove mi siedo? Diventa ministro il 7 maggio 2008, dopo aver perso la sfida per la Provincia di Massa Carrara: "Voglio convincere Eco e quelli come lui che si stanno sbagliando sul nostro conto, che questo governo è aperto al dialogo". (FOTO ANSA) Malati cronici. Il 30 novembre 2010 cade un muro di contenimento nella Domus del Moralista a Pompei. Spiega (a nome del ministro) il sottosegretario Francesco Giro: "L'archeologia per definizione è antichissima, dunque di estrema fragilità: i monumenti come il Colosseo o gli edifici di Pompei sono alla stessa stregua di malati cronici, che hanno bisogno di cure continue". Alta letteratura. Nell'estate 2009 esce "Il pesce rosso non abita più qui", romanzo erotico della scrittrice pugliese Maria Gabriella Genisi. Nel protagonista, il ministro Salvo Toscani, molti riconoscono Sandro Bondi. "Solo letteratura", assicura l'autrice.
Il Fatto Quotidiano
23 Gennaio 2011
DOMANI INIZIA IL VOTO SULLE MOZIONI DI SFIDUCIA Solo B. impedisce a Bondi di lasciare
SA
Sara Nicoli
Il Fatto Quotidiano
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
la Repubblica · 23 Gen 2009
VILLE DA SOGNO FUORI LE MURA Due volumi sulle nobili dimore del Settecento
la Repubblica · 23 Gen 2009
SICILIA - crocifisso di michelangelo esposto a Trapani e a Palermo
il Giornale · 23 Gen 2009
Lettera aperta a Bondi: Con i tagli al Fus rischiamo di scomparire
la Repubblica · 23 Gen 2009
FORLI - Arriva Canova, con tutto il suo carico di splendori e raffinatezze
la Repubblica · 24 Gen 2009
ROMA - Appia antica, Ztl contro lassalto delle auto
la Repubblica · 24 Gen 2009
BOLOGNA - URBANISTICA: Le città tra inferno e paradiso
la Repubblica · 24 Gen 2009
MILANO - Un magnifico pensiero oltre lo spettro della crisi
Il Tirreno · 24 Gen 2009
TOSCANA - ITALIA NOSTRA - LUCCA. C'è un mostro nell'area dell'ex Mazzini
L'Arena · 24 Gen 2009
VALEGGIO. Primo passo per salvare il ponte visconteo
L'Arena · 24 Gen 2009
VERONA - L'umile custode dei preziosi codici della Capitolare
Corriere della Sera · 24 Gen 2009
NAPOLI E L'OCCASIONE DEL FEDERALISMO - Napoli, qualche consiglio sul nuovo inizio Ma anche qualche dubbio
La Nazione · 23 Gen 2009
LUCCA. Il ministro Bandi assicura: La Soprintendenza resta
la Repubblica · 23 Gen 2009
Politica e belle arti
la Repubblica · 25 Gen 2009
NAPOLI - "Bentornato Lirico, la città merita un grande tempio delle musiche"
la Repubblica · 25 Gen 2009
BARI - Petruzzelli, settimana chiave la Regione è pronta a trattare
Il Tirreno · 25 Gen 2009
TOSCANA - PISA - La nuova piazza Vittorio solo nel 2010
Il Tirreno · 25 Gen 2009
TOSCANA - VIAREGGIO.Il liberty: decorazioni, ville e misteri
La Sicilia · 24 Gen 2009
SICILIA - Il grande patrimonio custodito nei fondali da Siracusa a Catania
Il Sannio Quotidiano · 24 Gen 2009
Scavi archeologici e lavori di pavimentazione al Duomo Continuano le polemiche
Il Secolo XIX · 25 Gen 2009
LIGURIA - PORTOFINO : protesta per i nuovi blocchi sul lungomare