Testo che misura lo spazio che equivale a 001 righe cartella. Testo che misura lo spazio che equivale a 002 righe cartella. La memoria del paesaggio, così come giunge dalla tradizione pittorica, ma anche quella costruita sulle tracce della propria esistenza, in un continuo riaffiorare e cancellarsi che si alterna sulla tela: è questa la chiave di lettura della mostra di Flavio de Marco, allestita fino al 27 febbraio alla Fondazione Maramotti. Introdotto da uno scritto di Adriana Polveroni, lartista racconta le città in cui ha vissuto: Lecce, dovè nato nel 1975, Roma, Berlino, Milano, Londra, Bologna. Ciò che emerge è un mondo di frammenti, di finestre aperte soltanto su una porzione di realtà, la negazione e limpossibilità di una visione dinsieme. Tutto è stratificato, come se ci trovassimo di fronte a tempi diversi per una stessa narrazione. Non è un caso che lartista abbia chiamato a collaborare alla mostra uno scrittore, Paolo Nori, e un musicista, Teho Teardo, a indicare altri racconti, altri ritmi che creano ancora nuovi punti di vista. I lavori, secondo la consuetudine della Collezione Maramotti, sono stati realizzati ad hoc e diverranno parte della raccolta. Andranno quindi ad arricchire lo splendido itinerario che si può visitare ai piani superiori delledificio. Qui ti accoglie Il sogno di Arturo Martini, inizio folgorante di un cammino tra Licini, Calzolari, Richter, Kiefer, Ross Bleckner, la Transavanguardia e molto altro ancora. Un mondo messo insieme secondo due criteri: lamore per la pittura e la riflessione dellartista sul significato stesso del fare arte. Questo percorso tra dipinti e installazioni si deve alla passione di Achille Maramotti, ereditata poi dai suoi tre figli, che, più di trentanni fa aveva iniziato, non solo a comprare dipinti contemporanei, ma anche a esporre le opere della sua collezione allinterno dello stabilimento della Max Mara. Perché larte potesse diventare il paesaggio e il nutrimento quotidiano di chi passava da lì: operai, clienti, fornitori. Questo stesso luogo, lex fabbrica, oggi è lo spazio ideale per la fruizione di lavori rari e affascinanti, come il Colosseo di Pascali, Kounellis colorato, un Autoritratto di Zorio e un altro di Parmiggiani, fino al nero su nero di Ellen Gallagher.
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La mostra di Flavio de Marco alla Fondazione Maramotti si conclude il 27 febbraio. Lartista racconta le città in cui ha vissuto, come Lecce, Roma, Berlino, Milano, Londra e Bologna, presentando un mondo di frammenti e finestre aperte su una porzione di realtà. La mostra è stata realizzata ad hoc e i lavori diventeranno parte della Collezione Maramotti. La collezione è stata creata da Achille Maramotti e da suoi figli, che hanno voluto esporre le opere della collezione allinterno dello stabilimento della Max Mara. La mostra si concentra su un percorso tra dipinti e installazioni, con opere di artisti come Kiefer, Ross Bleckner e la Transavanguardia.
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