Alla fine il restauro del Colosseo si farà. Andata praticamente deserta la gara di fine ottobre scorso bandita dal ministero dei beni culturali, i 25 milioni necessari per rimettere a nuovo l'anfiteatro li offrirà l'imprenditore marchigiano Diego Della Valle. Il patron della Tod's si era già fatto avanti in autunno, ma non aveva formalizzato l'offerta perché riteneva improponibili le condizioni imposte dal bando, che accollavano al mecenate anche la progettazione, la direzione e l'esecuzione dei lavori. Tutte incombenze che nell'intesa sottoscritta ieri tra Della Valle e i Beni culturali, graveranno sul ministero. I restauri si svolgeranno secondo un piano di otto interventi: sul prospetto settentrionale (per un importo di 5,1 milioni); su quello meridionale (1,9 milioni); la sostituzione con cancellate delle chiusure dei fornici del primo ordine (1,7 milioni); la revisione degli ambulacri (7 milioni); quella degli ipogei (4,5 milioni); la realizzazione degli impianti elettrico, di videosorveglianza e di sicurezza (900mila); l'adeguamento dell'impianto di illuminazione (cifra da definire perché collegata ai lavori più generali sul Foro romano); la realizzazione di un centro servizi (2.550 euro al metro quadrato), destinato ad accogliere la stampa internazionale e a favorire l'accesso all'anfiteatro di determinate categorie (disabili, giovani, pensionati), che nelle intenzioni dello sponsor devono essere più tutelate. Per i primi tre interventi ci sono già i progetti preliminari e il ministero conta di individuare entro marzo l'azienda a cui appaltare i lavori. Per tutte gli altri deve essere fissato ancora il calendario. Durante i restauri il Colosseo rimarrà comunque aperto alle visite. I 25 milioni arriveranno a rate e l'importo sarà determinato dallo stadio di avanzamento degli interventi e sarà erogato da Della Valle o dalla fondazione "Amici del Colosseo", di prossima costituzione direttamente alle imprese appaltatrici. Come contropartita, Della Valle potrà promuovere e pubblicizzare a livello nazionale e internazionale i restauri, potrà utilizzare la dizione "sponsor unico per i lavori di restauro del Colosseo" in accoppiata ai propri marchi e potrà usare il materiale e la documentazione dei lavori sia all'interno dei propri spazi sia nel sito internet. «Non metterò una scarpa Tod's sul Colosseo», ha comunque precisato l'imprenditore, a cui ha fatto eco Roberto Cecchi, segretario generale dei Beni culturali, il quale ha precisato che compariranno pannelli di sponsorizzazione di non più di due metri solo sul basamento. Della Valle ha poi parlato dell'impegno assunto come un «dovere, ma anche un piacere», un gesto di riconoscenza verso il paese e un modo per «far vedere nel mondo che l'Italia funziona, che uno dei simboli del paese viene restaurato da un'azienda che rappresenta il made in Italy». E si è detto certo che altre imprese sono pronte a seguire il suo esempio, a partire da un impegno su Pompei. Parole di apprezzamento sono venute anche dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta («un risultato straordinario»), dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno («un grande regalo all'Italia), e dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, non presente per via della mozione di sfiducia nei suoi confronti che lunedì sarà discussa alla Camera.