(L.P.) Il parco di Villa Draghi non può essere avulso dalle azioni di tutela che riguardano gli immobili del complesso. Per questo, la Sovrintendenza deve estendere il vincolo sull'ingente patrimonio verde comunale, che resta tuttora una delle zone naturalistiche più suggestive dei Colli. A richiedere a gran voce l'intervento della Sovrintendenza sul patrimonio pubblico di proprietà del Comune sampietrino è l'ex parlamentare Luisa Caimani, ora presidente dell'Associazione nata per la tutela del sito. «Vogliamo innanzitutto difendere - ha detto - Parco da rischi di impropri inserimenti, come quelli di una pista di mountain bike effettuati in passato. Ma anche prevenire i possibili effetti di qualche atto amministrativo capace di concedere il bene senza rispettare i requisiti di unità e di fruibilità pubblica che dovrebbe avere». La Sopraintendenza, secondo quando affermato dall'Associazione «Villa Draghi» avrebbe già attivato le procedure per l'imposizione del vincolo, già prevedendo un prossimo sopralluogo. Della tutela beneficerebbero in primo luogo le antiche mura del complesso, ancora visibili e risalenti al XV secolo. «Il parco - ha spiegato anche Patrizio Giulini, titolare della cattedra di Botanica all'Università di Padova - non può essere pensato se con come complesso organico, che esprime una propria unicità storica ed ambientale».