A Sabaudia arrivano ogni anno centinaia di architetti per studiare un modello urbanistico e architettonico unico nel suo genere. La cittadina dell'agro pontino è infatti l'unica fra le città di fondazione che ha conservato pressoché integro il suo impianto generale e le opere in buono stato di conservazione, se paragonate a quelle della vicina Latina (l'ex Littoria), a Pomezia e Aprilia devastate dagli interventi successivi. Sabaudia compie settant'anni. Era il 1934 quando, a 253 giorni dalla posa della prima pietra, Mussolini inaugurò il Palazzo comunale progettato, come gran parte dell'impianto urbanistico, da un pool di architetti composto da Cancellotti, Montuori, Piccinato e Scalpelli. Dove dominavano paludi e zanzare malariche sorge una città che saprà accogliere contadini di ogni parte d'Italia pronti a combattere la battaglia del grano. E per chi dimenticasse il motivo della missione, il mosaico della facciata della chiesa della Ss. Annunziata sta lì a ricordarglielo: alla destra della Vergine un duce a torso nudo con in braccio un fascio di spighe indica ai fedeli l'esempio.Tra le costruzioni di Sabaudia, una è considerata unanimemente un capolavoro: il palazzo delle Poste realizzato da Angiolo Mazzoni. Un edificio ricoperto da un mosaico in ceramica blu-savoia (in onore alla casa regnante cui la città è dedicata), un cordolo di marmo rosso che incornicia le finestre, da portoni in vetro e bronzo. Di tutto questo, oggi, resta solo un'idea. Le tessere sono cadute in molte parti, anche perché gli impiegati attaccavano le comunicazioni agli utenti con lo scotch, il pavimento esterno in mattoncini è distrutto dalle radici degli alberi, il marmo cre-pato in più punti. Le scritte dei writers hanno fatto il resto. «Le Poste italiane, proprietarie dello stabile -ci spiega il sindaco Salvatore Schintu, An - avevano inserito quest'opera e le Poste di Ostia Lido, sempre di Mazzoni, in un programma di riqualificazione, ma mentre il palazzo sul litorale romano è stato restaurato, qui non se ne è fatto nulla. Per questo abbiamo firmato un accordo: noi abbiamo messo a disposizione dei locali comunali, in cambio abbiamo acquistato, per quattro miliardi di vecchie lire, l'edificio storico». Per il restauro è venuta in soccorso la Regione Lazio con un milione e mezzo di euro più altri 155mila per il progetto di recupero. «Questa cifra non basterà per rimettere a posto tutto, ma ora siamo certi di poter iniziare i lavori che dovrebbero terminare fra tre anni. Una volta rimessa a nuovo l'opera di Mazzoni diventerà uno spazio espositivo e Culturale per mostre sulla fondazione di Sabaudia e sull'architettura razionalista». Ma il problema di Sabaudia non è solo questo: orrende insegne al neon stravolgono i progetti di molti edifici (la stazione delle corriere è irriconoscibile) e una mega struttura adibita a ristorante ha occupato il bellissimo porticato sulla piazza del comune. «Quello è un abuso sanato alcuni anni fa - dice il sindaco - sarà difficile buttarlo giù». Bisognava dirlo a Fini, che la politica dei condoni avrebbe cambiato il volto anche al gioiello del vecchio Benito.
Sabaudia: un progetto per salvare le Poste
Sabaudia compie settant'anni. La città dell'agro pontino è stata progettata da un pool di architetti nel 1934, su iniziativa di Mussolini. Il palazzo delle Poste, realizzato da Angiolo Mazzoni, è considerato un capolavoro. Tuttavia, l'edificio è stato danneggiato nel corso degli anni e le sue tessere sono cadute. Le Poste italiane hanno acquistato l'edificio e hanno firmato un accordo con il comune per il restauro. La Regione Lazio ha fornito un contributo di 1,5 milioni di euro. Il restauro dovrebbe terminare entro tre anni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo