PALERMO La legge dello scandalo sarà abrogata: parola della Regione. Niente cementificazione selvaggia delle Eolie, niente ecomostri, niente alberghi sul mare. Questo l'impegno assunto ieri dall'assessore siciliano Alessandro Pagano nel corso di un incontro a Roma con il ministro ai Beni culturali Giuliano Urbani, con il sottosegretario Nicola Bono e con il viceministro Gianfranco Miccichè. Un incontro che ha rassicurato il titolare del dicastero, pronto a esprimere un «sincero apprezzamento» per il dietro front della Regione e per la volontà espressa da Pagano di recepire il Codice dei beni culturali e del paesaggio con un apposito atto amministrativo. «La vicenda Eolie è una di quelle in cui purtroppo si prende facilmente di mira la Sicilia è stato il commento di Miccichè alla fine della riunione . Nella sostanza non c'è nessuna voglia o volontà di cementificazione. C'è solo un difetto di tipo formale che stanno vedendo di sistemare. Dal punto di vista sostanziale non esiste nessun problema, lo sapevamo fin dall'inizio», Le notizie rassicuranti che giungono dalla capitale non placanp però le polemiche. La matassa è ingarbugliata: e comunque, prima che qualsiasi decisione prenda corpo, potrebbe intervenire la scure del commissario dello Stato con l'impugnativa che porterebbe la questione davanti ai giudici della Corte costituzionale. Una mossa data per scontata e che potrebbe arrivare molto presto, nel giro di un paio di giorni. In attesa di verificare gli sviluppi della vicenda che ha innescato reazioni allarmate non solo fra gli ambientalisti, restano le divisioni politiche sulle competenze, oltre che quelle sull'opportunità del provvedimento. Guido Lo Porto, presidente dell'Assemblea regionale (cioè del Parlamento siciliano che ha votato la norma con un colpo di mano a notte fonda) ieri ha tuonato contro Urbani che aveva minacciato il ricorso alla Consulta. «È un intervento che lede le prerogative autonomistiche e il diritto di legislazione speciale in materia di beni ambientali e paesaggistici ha detto Lo Porto . Una simile iniziativa spetta solo all'organo di garanzia, che è il commissario dello Stato». Parole che non sono piaciute al segretario regionale dei Ds, Antonel-lo Cracolici: «Dal presidente dell'Assemblea mi sarei aspettato un'autocritica per aver consentito che in una legge di bilancio fossero inserite norme che nulla hanno a che vedere con le finanze della Regione». Più pesante l'affondo di Giovanni Ferro, deputato di «Sicilia 2010»: «Altro che errore, altro che svarione. Lo scandaloso tentativo di saccheggiare il patrimonio naturalistico delle Eolie non è l'unico assecondato dal governo Cuffaro».