E' come il gioco dell'oca e ogni volta si torna alla casella di partenza. Si profila, infatti come qualcuno temeva una nuova bocciatura per la nomina di Vittorio Sgarbi a soprintendente del polo museale veneziano da parte della Corte dei Conti, che già aveva bloccato quella precedente, costringendo il Ministero dei Beni Culturali a ripetere tutta la procedura, fino al reinsediamento, solo poche settimane fa, dopo che gli altri due potenziali candidati alla soprintendenza veneziana che avevano fatto domanda, erano stato entrambi promossi direttori regionali A dare notizia dello stop è la Uil beni culturali, da tempo in «guerra» con Sgarbi con il suo segretario Gianfranco Cerasoli. La sezione della Corte dei Conti deputata al controllo degli atti del Ministero dei Beni Culturali sostiene la Uil, «ha di fatto rigettato la nomina di Sgarbi chiedendo al ministro Bondi di dare controdeduzioni entro 30 giorni e di inviarle direttamente alla Sezione Centrale Controllo di legittimità, vale a dire la stessa sezione che nell'adunanza del 16 settembre scorso aveva deliberato la bocciatura di Sgarbi». Il sindacato ricorda poi che «prima ancora della Corte dei Conti lo stesso Ufficio centrale del bilancio con una nota del 16 dicembre 2010 aveva fatto presente che la procedura intrapresa dal Ministero non era in linea con la delibera numero 18 della sezione di Controllo della Corte». Secondo la Segreteria Nazionale Uilbac, «il Ministero non ha alcuna possibilità (ma di questo ne è certo anche Bondi) di superare il vaglio della sezione Centrale di Controllo della Corte dei Conti e anche tra 30 giorni la Corte non potrà che confermare quanto deliberato in altre 5 occasioni». Basta «con l'accanimento terapeutico, la città ha bisogno di un soprintendente a tempo pieno», conclude quindi il sindacato. Che ricorda il nome di un altro candidato per il ruolo assegnato a Sgarbi: «Nei ruoli degli storici dell'arte che hanno fatto domanda per Venezia c'è un soprintendente che si chiama Fabrizio Vona». Da parte sua, Sgarbi non fa una piega, evita accuratamente di polemizzare con la Corte dei Conti e si limita a dire: «La questione riguarda non me, ma il Ministero. Penseranno loro a rispondere, io continuo a lavorare». Dai Beni Culturali si ostenta una certa serenità e si annuncia che si risponderà alla Corte dei Conti nei trenta giorni previsti, ma certamente un nuovo stop dell'incarico a Sgarbi, dal punto di vista della funzionalità, non sarebbe augurabile, visto che sta appena mettendo mano al riallestimento delle Gallerie dell'Accademia in vista della riapertura prevista per giugno.