Hanno dormito per mesi sotto un assegno da 150 milioni di euro. Hanno dormito poco gli eredi Festari. Perché, voi cosa avreste fatto? Non avreste spento la luce riaccendola di scatto al solo timore di veder sparire tutto come un sogno? Non sareste diventati intrattabili andando a letto ogni sera in grado di comprare la Fontana di Trevi e risvegliandovi la mattina a lanciare monetine come l'ultimo dei turisti? Non avreste odiato chi si frapponeva tra voi e il sogno di una vita? Sì, lo avremmo fatto tutti. Tutti, compresi gli appassionati più incalliti di Vasari. E' vero, quelle carte raccontano una pagina di civiltà. Lì dentro i grandi si accalcano come i pendolari su un autobus. Però 150 milioni sono 150 milioni. Una catena di zeri da fare invidia alle gomme di un Tir: tanti, tantissimi. Sufficienti a credere che l'affarista russo con la faccia cattiva (poi magari sarà un pezzo di pane) potesse essere la fauna delle favole. Sufficienti a mettersi contro un sindaco, un soprintendente, un ministro perfino. Sufficienti a lottare con le unghie e con i denti per difendere il loro assegno e insieme i loro sogni d'oro. Poi il risveglio. L'affarista forse era cattivo davvero se di colpo fa dietrofront. I 150 milioni evaporano, l'assegno diventa carta straccia. Spegni la luce: e la beffa è che continui a non dormire.
AREZZO Quei sogni non più d'oro
Gli eredi di un assegno da 150 milioni di euro hanno dovuto dormire per mesi senza poter accedere al denaro. La situazione è stata descritta come una "beffa" e gli eredi sono stati accusati di essere "intrattabili" e di aver odiato chi si frapponeva tra loro e il denaro. L'affarista russo che aveva emesso l'assegno ha cambiato idea e ha fatto dietrofront, causando la scomparsa del denaro. Gli eredi sono stati costretti a spegnere la luce e a continuare a non dormire. La situazione è stata descritta come una "catena di zeri" e come una "favola" in cui gli eredi sono stati trattati come " fauna".
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