«Sull'archivio Vasari non so più cosa dire e pensare. Non possiamo parlare di qualcos'altro?» Ci scherza su la Soprintendente archivistica della Toscana Diana Toccafondi. L'ultima notizia, appresa come sempre da un articolo di giornale, questa volta di fonte tedesca, il «Frankfurter Allgemeine», e riproposto dal Corriere della Sera, annuncia, forse, il ritiro dell'acquirente russo dell'Archivio Vasari. «Il giornalista sottolinea la Toccafondi conferma ciò che è stato sempre detto da noi e cioè che attualmente, nonostante le dichiarazioni fatte dai Festari e dal loro avvocato Cosulich sotto Natale, ancora non abbiamo ricevuto nessun atto valido. La vendita deve essere supportata da atti previsti dalla legge, cosa che non è stata fatto a suo tempo e neanche ora. Ripeto, come Soprintendenza per ora non abbiamo ricevuto nulla. Questo giornalista tedesco scrive che i compratori russi si ritirano dall'affare e che forse è stata tutta una manovra per alzare il prezzo. Non so quali siano le sue fonti ma noi stiamo aspettando che gli interessati ci producano atti validi che identifichino il compratore e che siano giuridicamente validi. Visto che si tratta di una operazione con acquirenti stranieri dobbiamo almeno essere messi in grado di identificarli e di verificare soprattutto che si tratti di una transazione fatta alla luce del sole nel rispetto delle norme del codice. Evidentemente una richiesta difficile». Si parla di nuovi compratori interessati, gli americani. «Un'altra transazione? Purchè valida e in regola con le leggi e con cifra accettabile , il Ministero valuterà». Cosa succederebbe se gli acquirenti russi si ritirassero veramente dall'affare Vasari? «Quando c'è stata l'asta ad Arezzo il Ministero si è presentato con i soldi. In sala c'era il dottor Scala, il direttore generale degli archivi, con 2 milioni e 600 mila euro. Cifra attendibile, riconosciuta e stimata da un antiquario secondo le cifre di mercato, considerato che il bene ha tanti vincoli. Si era presentato per comprare, se si fosse presentata l'occasione». Per concludere: «Vorrei precisare che le nostre riserve sono a tutela e a difesa di un bene. E se deve essere venduto che sia fatto garantendo l'interesse pubblico».
AREZZO Caso Vasari parla la soprintendente Toccafondi: Ministero disposto a comprare.
La Soprintendente archivistica della Toscana, Diana Toccafondi, ha confermato che non ha ricevuto alcun atto valido per la vendita dell'Archivio Vasari. Un giornalista tedesco ha riportato che i compratori russi si ritirano dall'affare, forse per alzare il prezzo. La Soprintendenza sta aspettando atti validi che identifichino il compratore e verifichino la transazione. Se gli acquirenti russi si ritirassero, il Ministero valuterà una nuova transazione con gli americani, se valida e in regola con le leggi. Il Ministero si è presentato con 2,6 milioni di euro all'asta ad Arezzo, cifra attendibile e stimata.
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