La vendita dell'Archivio Vasari si tinge di giallo. Un mistero internazionale visto che i dubbi del magnate russo che, per 150 milioni di euro, doveva acquistare le preziose carte dagli eredi Festari, sono rimbalzati dalle colonne di un giornale tedesco, la Frankfurter Allgemeine. E ieri mattina sono piombate su Arezzo con la forza di un uragano. Dovevano essere infatti proprio questi i giorni della stipula del tanto atteso contratto, da firmare davanti al notaio Romoli di Firenze. Carte già pronte, mancavano soltanto le firme. E invece dalla Russia sono arrivati i dubbi che Vassily Stepanov avrebbe espresso sulla reale volontà dei Festari di procedere alla vendita. E dagli eredi arriva una secca presa di posizione: "Non ci sembra verosimile che Stepanov possa aver espresso simili dubbi - è il loro commento - Chiederemo subito allo stesso Stepanov di fare chiarezza su quanto avrebbe dichiarato al giornale tedesco". L'Archivio Vasari si tinge di giallo. Dietrofront del magnate che doveva acquistarlo. I Festari. "Cadiamo dalle nuvole" L'Archivio Vasari non ha pace. Alla vigilia del passaggio delle preziose carte nelle mani di Vassily Stepanov - a fronte di un assegno da 150 milioni di euro che sembrava essere già firmato - sono piombate su Arezzo come un uragano le dichiarazioni che lo stesso magnate russo ha affidato alle colonne del giornale tedesco Frankfurter Allgemeine: gli eredi Festari non avrebbero una seria volontà di concludere l'affare. E il contratto già pronto dal notaio Romoli di Firenze? Per Stepanov gli attuali proprietari dell'Archivio Vasari "avrebbero voluto costringere il Governo italiano a comprare l'Archivio per una somma altrettanto alta": E i Festari? "Cadiamo dalle nuvole" ribadiscono a caldo. "Non ci sembra verosimile che Stepanov abbia potuto avere dei dubbi circa la veridicità e la regolarità della transazione che si era avviata, in quanto già successivamente alla presentazione della comunicazione dello scorso anno, a Roma venne ascoltato dalla magistratura, alla quale confermò la volontà dell'acquisto dell'Archivio da parte della società russa Ross e certamente la volontà da parte dei Festari a voler vendere lo stesso Archivio: "Non vi è mai stata intenzione alcuna - spiegano ancora i quattro eredi - di costringere lo Stato italiano ad acquistare l'Archivio. Ad onor del vero nel settembre 2010 proponevamo, con una bozza di accordo, al Ministero dei Beni culturali, affinché rinunciasse alla prelazione per poter dar corso al contratto con la Ross. A questa proposta il Ministero non ha mai dato risposta". E quelli che sono gli attuali proprietari hanno già le idee chiare sui prossimi passi che dovranno compiere: "Ci attiveremo subito per far chiarire allo stesso Stepanov la veridicità di quanto riportato dal giornale tedesco. Nel caso in cui queste dichiarazioni non venissero smentite, non aspetteremmo un minuto di più a segnalare la questione alla magistratura al fine di tutelare la nostra posizione". Aspettando la risposta da Mosca, tra Arezzo, Firenze (Soprintendenza) e Roma (Ministero) il giallo dell'Archivio Vasari sta diventando un giallo degno di Sherlock Holmes. Quando tutto sembrava essere pronto per la firma dal notaio, ecco la retromarcia. Stepanov, tanto per rincarare la dose, al giornale tedesco ha detto di non avere da mesi contatti con i venditori e di non possedere neanche una copia del contratto. La verità? Tutti la cercano. I Festari aspettano una smentita e vogliono parlare con il magnate russo che si era detto pronto all'acquisto; le istituzioni, a questo punto, vogliono conoscere a che livello erano giunte le trattative. E Arezzo si interroga sul futuro. Di quel tesoro che ha il nome di Archivio Vasari. Ieri, intanto, tanto per agitare ancor di più le acque, davanti al tribunale civile di Firenze si è tenuta l'udienza del processo che vede Soprintendenza e Comune di Arezzo citati in giudizio dalla famiglia Festari per una vicenda legata alla conservazione dello stesso Archivio. Tutto rinviato al 14 dicembre. Restando nel frattempo in attesa di una risposta. AREZZO - "Mi sono sempre opposto alla vendita, l'ho combattuta fin dal primo giorno. Le ultime notizie aprono la strada all'acquisto dell'Archivio Vasari da parte del Ministero dei Beni culturali. Come d'altronde avevo richiesto dal primo momento". Il sindaco Fanfani ribadisce concetti che ha espresso - e più di una volta - in un recente passato. Addirittura non nasconde la propria soddisfazione per la piega che hanno preso gli eventi. "Si, la soddisfazione è enorme - puntualizza - rivendico il merito di aver sollevato il caso per primo. E adesso insisterò perché il Ministero faccia i suoi passi verso l'acquisto". Dal Comune alla Soprintendenza. Chi non è sorpresa della clamorosa piega che ha preso questa vicenda è Diana Toccafondi, soprintendente archivistica della Toscana: "Le sue dichiarazioni sono una conferma dei sospetti e delle perplessità che abbiamo da tempo noi, il Ministero e la magistratura". E dalla soprintendente arriva anche una conferma sulla volontà del Ministero dei Beni culturali di voler esercitare il diritto di prelazione sulle preziose carte: "Certamente non pagando 150 milioni di euro (la cifra pattuita dai Festari con il magnate russo, ndr), cifra assolutamente fuori mercato, ma acquistando alla corretta valutazione stilata dal perito del tribunale di Firenze: due milioni e mezzo di euro. Denaro già pronto e che spero possa essere speso per porre finalmente fine a questa vicenda".