Lucini: «Guai con la falda, non vorrei fare rafting in centro storico» «Non vorrei fare rafting in via Vittorio Emanuele». Ha usato questa immagine il capogruppo del Pd Mario Lucini, geologo, per lanciare l'allarme sul cantiere delle paratie durante un intervento in consiglio comunale lunedì sera. Cantiere che procede a rilento e di cui non si conosce il destino (sia i tempi che i costi sono un punto interrogativo). Lucini è andato a verificare carte e studi (l'ultimo è del giugno scorso) sulle falde e ha delineato il quadro della situazione. Lo ha fatto diverso tempo fa, ma lunedì sera ha deciso di dire la sua in aula, visto lo stato in cui trova la maxi opera. Obiettivo delle analisi era quello di valutare le interferenze tra la falda del sottosuolo e il progetto per evitare da un lato innalzamenti della falda incompatibili con quanto c'è sopra e, dall'altro, abbassamenti anomali che potrebbero indurre lesioni e cedimenti nei palazzi. Lucini ha spiegato quello che potrebbe accadere secondo gli studi. Il primo caso ha studiato cosa cambia nella falda con il lago ad un'altezza di 30 cm sotto piazza Cavour in presenza soltanto di una barriera impermeabile, ma senza drenaggio (in realtà previsto). In soldoni si arriverebbe a un innalzamento della falda con punti di tre metri: «un metro e mezzo sopra piazza Volta e piazza Duomo» ha detto Lucini aggiungendo che lo studio parla di «indispensabile la perfetta efficienza dei drenaggi e del pompaggi» e ha aggiunto: «Funzionerà tutto perfettamente, ma visto che la legge di Murphy sembra trovare terreno fertile in Comune, non vorrei dover fare rafting in via Vittorio Emanuele. Se non funziona siamo sott'acqua quando il lago è 30 cm sotto piazza Cavour, cosa che senza le paratie e oggi non accadrebbe in alcun modo». La seconda simulazione fatta dai tecnici include il drenaggio e si andrebbe ad abbassare la falda di un metro e mezzo in tutta la zona costiera. E qui c'è l'incognita sulle ripercussioni sui palazzi. I drenaggi dovrebbero portar via fino a 700 litri di acqua al secondo e, come ha chiarito Lucini, gli studi dicono di verificare se siano in grado di gestire una tale quantità d'acqua. «Questo progetto ancora oggi - ha chiuso il capogruppo del Pd - è tutto da verificare e da studiare. È paradossale che a tre anni dall'inizio del cantiere che avrebbe dovuto essere già concluso (l'avvio era stato il 7 gennaio del 2008 e la durata era stata stimata in tre anni, quindi con fine lavori nel gennaio 2011) sia ancora in queste condizioni e ci si trovi nella più totale incertezza. Questa rischia davvero di essere un'avventura senza ritorno e, come avevo già detto, sarebbe il caso di valutare se non sia il caso di fermarsi. Sugli esiti delle verifiche strutturali non si ancora nulla e su tempi, costi ed effetti non c'è alcuna certezza». Gisella Roncoroni
COMO - Paratie, soltanto incertezze Rischiamo di finire sott'acqua
Il geologo Mario Lucini, capogruppo del Pd, ha lanciato un allarme sul cantiere delle paratie durante un intervento in consiglio comunale. Ha verificato le carte e gli studi sulle falde e ha delineato il quadro della situazione. Le analisi hanno mostrato che il progetto potrebbe innalzare la falda di 3 metri in presenza di una barriera impermeabile senza drenaggio, e abbassare la falda di 1,5 metri con il drenaggio. Lucini ha sottolineato l'importanza della perfetta efficienza dei drenaggi e del pompaggio per evitare lesioni e cedimenti nei palazzi.
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