Il Dormiente a Villa Necchi L'ultima sorpresa di Claudia La scultura di Arturo Martini trova casa in via Mozart Aveva chiesto di avere una stanza in villa per stare vicino alle sue opere quando ne avesse avuto nostalgia: quei capolavori erano compagni di vita. Nata sotto il segno dei gemelli, Claudia Gian Ferrari storica dell'arte, gallerista, collezionista esibiva sul lavoro un carattere autoritario ed esigente, ma nel privato rivelava un'ironia (e una straordinaria risata) che sconfinava nel gusto per il colpo di follia, in una gioia quasi infantile di stupire che non ti aspettavi dal suo atteggiamento pubblico prussiano. Forse era questo suo duplice temperamento a farle vivere sempre emozioni forti, mai tiepide, le stesse con cui sapeva legare a sé le persone che frequentava. E le stesse che continuano a raccontare la sua storia, anche ora che è passato un anno dalla sua morte. L'ultima sorpresa con cui Claudia ha voluto stupirci e rinsaldare il legame con lei verrà svelata lunedì a Villa Necchi Campiglio. Il Fai, che ne è proprietario, è venuto a conoscenza solo dopo l'apertura del testamento che Claudia aveva fatto dono alla villa anche della scultura di Arturo Martini «Il dormiente»: ultima opera della collezione di capolavori del Novecento (fra gli altri Sironi, Savinio, Morandi, De Chirico) donata a Villa Necchi quando Claudia era ancora in vita, ma anche quella volta mettendo al corrente il Fai a cose fatte, senza contatti preliminari e senza chiedere i consueti ossequi, colloqui, adulazioni. L'unica richiesta era stata una stanza, all'ultimo piano della villa, dove poter dormire quando le fosse venuta nostalgia delle opere. «Su, nell'armadio della sua stanza, c'è ancora la sua camicia da notte. Ma quella richiesta non era un capriccio. Quei capolavori per lei erano stati compagni di vita», racconta Lucia Borromeo, responsabile culturale del Fai. «Mi ricordo che quando veniva alla villa si metteva a parlare in un colloquio silenzioso con la scultura dell'Amante morta di Martini che sta nell'atrio, le accarezzava la testa e la sentiva proprio come un'amica». Anche la storia della scultura che verrà collocata nel giardino di Villa Necchi, di fronte all'entrata della villa e quindi in dialogo diretto con «L'amante morta», ha il carattere dell'eccezionalità tipico di Claudia. Nell'84, infatti, la gallerista venne contattata da un signore che gli disse semplicemente: «Ho delle cose in cantina, venga a vederle». Quando arrivò in Toscana, Claudia scoprì un deposito di opere originali, in gesso e terracotta, di cui si erano perse le tracce. Il proprietario era infatti l'erede dei signori Vignanelli e Becchini che intorno al 1923 avevano messo Martini sotto contratto garantendogli un salario di 600 lire mensili in cambio di un'opera di grandi dimensioni da consegnare ogni mese. Sessant'anni dopo, quella scoperta emozionò Claudia fino alle lacrime. A quel punto comprò per sé alcune opere e si impegnò affinché altre fossero acquisite dai musei: è così che grazie a lei oggi «L'Ofelia» si trova a Brera e «Il dormiente» alla Gnam di Roma. Avendo poi acquisito anche i diritti di riproduzione di Martini, fece fare una replica in marmo del gesso de «Il dormiente» e la collocò nel giardino della sua galleria milanese dove è rimasta fino alla sua morte. Ora si ricongiunge con il resto della collezione, ultimo (forse) tassello di una storia formidabile.
Milano. Nuovo lascito della gallerista Gian Ferrari, a un anno dalla scomparsa
Claudia Gian Ferrari, storica dell'arte, gallerista e collezionista, ha lasciato un testamento in cui ha donato la sua collezione di opere di Arturo Martini, tra cui la scultura "Il dormiente", a Villa Necchi Campiglio. La scultura era stata acquistata da Claudia negli anni '80, quando aveva scoperto un deposito di opere di Martini in cantina. Claudia aveva acquistato alcune opere e si era impegnata per far acquisire altre ai musei. Ora la scultura "Il dormiente" si unirà alla collezione di Villa Necchi, insieme ad altre opere di Martini, tra cui "L'Ofelia" al Brera e "Il dormiente" alla Gnam di Roma.
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