Vertice ieri a Roma sul futuro del museo Madre. Due ore di faccia a faccia: da un lato 2 dei 3 membri del cda della fondazione (Oberdan Forlenza ed Enrico Santangelo), dall'altro l'assessore regionale alla Cultura, Caterina Miraglia e il capo di gabinetto di Caldoro, Danilo Del Gaizo. All'ordine del giorno solo la discussione dei circa 6 milioni da liquidare alla Scabec per servizi già effettuati. I temi: ingresso dei privati, allargamento del cda e nomina di un direttore a scadenza da scegliere da un apposito albo. Trenta giorni di tempo, dal 17 gennaio, per accettare il nuovo statuto. Soldi che deve tirar fuori la Regione. Aria tesa ma, nonostante quanto si credeva alla vigilia dell'assise, nessuno cala sul tavolo il tema più spinoso: la modifica decisa da Santa Lucia dello statuto della fondazione Donnaregina da cui dipende il Madre. Ingresso ai privati, allargamento del cda e nomina di un direttore a scadenza da scegliere da un apposito albo. Trenta giorni di tempo, dalla data del 17 gennaio, per accettare il nuovo statuto da parte della fondazione oppure scatta il silenzio-assenso. Nessuno ne fa cenno ieri nella Capitale, si conviene solo che la vicenda Scabec sia sciolta nel bilancio regionale definitivo. E sia la Miraglia che Del Gaizo su questo punto danno le massime rassicurazioni. Come a dire: non è una guerra personale contro il museo di via Settembrini. Ma c'è aria di guerra. Fredda. E la sensazione è che il caso «nuovo statuto» non si deciderà 1n30 giorni e passerà per vie legali. Al momento gli avvocati sono già al lavoro. E se dalla fondazione si vorrebbe puntare sull'impossibilità del silenzio-assenso per questo tipo di atti, Santa Lucia è pronta a fare valere tutte le sue prerogative e i poteri verso un ente di cui è proprietaria al cento per cento. Non è chiaro 1' exit strategy della fondazione che si riunirà nei primi giorni di febbraio per decidere il da farsi: accettare il nuovo statuto o partire all'attacco. Più probabile, la seconda strada. Ma si ragiona anche sui conti per far funzionare il museo di via Settembrini. Certo, sono in discesa (3,3 milioni per il 2009, 2,7 per i12010 e 2,2 milioni per quest'anno) e su una soglia, ragionano dalla fondazione, sotto cui non si può andare; dall'altro la strategia e gli orientamenti di palazzo Santa Lucia che continuano a far notare una cosa: fondi Ue da mettere a disposizione non ve ne sono più e si rischia la chiusura già nei prossimi mesi. Partita complicata che rischia di trascinarsi a lungo. Per ora però il Madre ha già programmato le sue attività. Risparmi ma niente interruzioni. E infatti stasera dopo mesi di stop riprendono le serate di Madrenalina, finite nell'occhio del ciclone nel dicembre del 2008. Tra accuse del Pdl, sequestri (e poi dissequestri) della magistratura per presunte irregolarità sulla capienza delle persone. Non solo perché per il 10 febbraio, ad appena 7 giorni dalla scadenza del silenzio-assenso, è prevista al museo una performance dal vivo del superquotato artista Maurizio Cattelan. Intanto sempre stasera l'ex assessore dei verdi Francesco Emilio Borrelli ed i consiglieri comunali e provinciali Emilio Di Marzio e Livio Falcone hanno organizzato una lunga notte in difesa del Madre, con la partecipazione dello speaker radiofonico Gianni Simioli. «Riteniamo giusto ribadire che - dicono - in una città come Napoli non andrebbe mai spenta alcuna luce». E per questo allestiranno una scultura luminosa.