PALERMO - Ed ora è anche guerra istituzionale. A provocare lo scontro, il ministro Giuliano Urbani che, mercoledì scorso, rispondendo alla Camera all'interrogazione sul Patto territoriale per le Eolie, ha affermato di avere inviato una lettera al Commissario dello Stato Gianfranco Romagnoli affinchè «nei brevissimi termini previsti dalla normativa vigente venisse sollevata la relativa questione dinanzi alla Corte costituzionale». E questo anche se solo un giorno prima il commissario Romagnoli, replicando attraverso la stampa ad analoga dichiarazione del ministro Urbani, aveva precisato che solo a lui e a nessun altro sarebbe spettato decidere su eventuali impugnative dinanzi alla Corte costituzionale. Per cui ieri dopo che il presidente del la commissione Affari Istituzionali Giovanni Ardizzone ha dato lettura in aula delle dichiarazioni di Urbani, chiedendo conto delle affermazioni del ministro, il presidente dell'Ars, Guido Lo Porto è intervenuto ufficialmente per «elevare una forte protesta». Per Lo Porto, infatti, «quello del ministro è un intervento in danno delle prerogative autonomistiche e del diritto di legislazione speciale in materia di tutela dei beni ambientali e paesaggistici della Regione Siciliana, spettando solo all'organo di garanzia che è il Commissario dello Stato in quanto arbitro tra Stato e Regione, il compito di valutare la legittimità costituzionale di una legge regionale. Su tale tema - ha concluso il presidente Ars - mi attendo una risoluzione dell'Assemblea tesa a garantire le prerogative statutarie siciliane». Con questa presa di posizione - ha subito commentato Alberto Acierno di Siciliani Uniti - il presidente Lo Porto ha ridato quella dignità che qualcuno intendeva togliere, ancora una volta, al nostro Parlamento e al nostro Statuto». Va ricordato, però, che questo tipo di querelle non è nuova. Generalmente, nessun ministro della Repubblica, una volta nominato si va a leggere lo Statuto Siciliano e i più ignorano che la posizione giuridica siciliana abbia origini pattizie e non concessorie come quelle delle altre regioni a statuto speciale, eccezion fatta per le province autonome di Trento e Bolzano. Uno scontro, per una dichiarazione analoga, anche se di significato opposto, lo provocò una trentina d'anni addietro il sindacalista Toros che, appena nominato ministro del Lavoro, dichiarò alla stampa di aver appena autorizzato l'apposizione del visto favorevole ad una norma inerente la sua materia, approvata qualche giorno prima dall'Ars. Critiche alla presa di posizione ufficiale di Lo Porto ha, invece, espresso il segretario regionale dei Ds Antonello Cracolici che dal presidente Ars si sarebbe aspettato «un'autocritica per aver consentito che in una legge di bilancio fossero inserite norme che nulla hanno a che vedere con il bilancio della Regione». «Il presidente Lo Porto eserciti prima la funzione che gli compete, restituendo al Parlamento autorevolezza e serietà: solo dopo sarà credibile e potrà difendere le prerogative statutarie».
Insorge l'Ars: il ministro Urbani viola le prerogative autonomistiche
Il ministro Giuliano Urbani ha affermato di aver inviato una lettera al Commissario dello Stato Gianfranco Romagnoli per sollevare la questione sul Patto territoriale per le Eolie davanti alla Corte costituzionale. Il commissario Romagnoli ha poi precisato che solo a lui sarebbe spettato decidere su eventuali impugnazioni. Il presidente dell'Ars, Guido Lo Porto, ha protestato per l'intervento del ministro, affermando che Urbani ha violato le prerogative autonomistiche e il diritto di legislazione speciale della Regione Siciliana. Lo Porto ha chiesto una risoluzione dell'Assemblea per garantire le prerogative statutarie siciliane.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo