CAPRI. Stop alla realizzazione di nuove piscine all'aperto sul territorio dell'isola di Capri. La decisione arriva dal Consiglio di Stato che, accogliendo un ricorso presentato dal Ministero per i beni e le attività culturali - Soprintendenza per i beni architettonici, per il paesaggio e per il patrimonio artistico e etnoantropologico di Napoli e provincia (difesa dall'Avvocatura generale dello Stato), ha annullato un'autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune di Capri alla società "Solido spa" (rappresentata in giudizio dagli avvocati Andrea Abbamonte ed Emilio Ruotolo) titolare di una villa in una zona residenziale dell'isola, per la realizzazione di una piscina in area classificata come zona di protezione integrale dal Piano territoriale paesistico, il cosiddetto Ptp, di Capri ed Anacapri. La sentenza con la quale si dice "no" a costruire piscine nelle ville e nei giardini dell'isola azzurra in considerazione dei rigidi vincoli esistenti e del divieto di edificabilità è stata emessa dalla sesta sezione del Consiglio di Stato, presidente Giuseppe Severini, estensore Bruno Rosario Polito, consiglieri Luciano Barra Caracciolo, Roberto Garofoli e Roberto Giovagnoli. La notizia è stata accolta con stupore sull'isola ed ha immediatamente raggiunto i tecnici e progettisti, creando anche un certo scompiglio visto che sono numerose le pratiche in attesa di autorizzazioni per la costruzione di vasche o piscine. Il Ministero aveva presentato appello contro la sentenza del Tar Campania che aveva disposto, nel 2006, l'annullamento del decreto della Soprintendenza con il quale era stata dichiarata l'illegittimità ed in conseguenza annullata l'autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune di Capri per la realizzazione di una piscina, sul rilievo del contrasto dell'opera con l'articolo 11.3 del Piano territoriale paesistico che, per la zona di protezione integrale, ammette interventi volti alla conservazione ed al miglioramento del verde, alla cui tipologia non era ascrivibile l'opera autorizzata. Il Consiglio di Stato ha di fatto ribaltato la decisione di quattro anni fa del Tribunale amministrativo regionale. Quanto disposto dal massimo organo di diritto amministrativo rappresenta un nuovo orientamento giurisprudenziale, destinato a fare scuola, col quale le piscine vengono considerate nuove costruzioni e quindi atte ad alterare natura, struttura e destinazione del territorio. L'articolo 9 del Piano territoriale paesistico, in particolare, definisce gli interventi che possono essere realizzati sul territorio comunale. Si va dalla manutenzione ordinava alla manutenzione straordinaria, al risanamento e restauro conservativo, interventi che non consentono di realizzare volumi e superfici. Viene escluso dal Consiglio di Stato che la piscina, che avrebbe voluto realizzare la "Solido spa", società a cui fa capo l'imprenditore napoletano Achille D'Avanzo, rientri in questo tipo di interventi. La piscina, secondo l'interpretazione data dal Consiglio di Stato, non è quindi considerata un'opera pertinenziale di abbellimento, come era stato previsto dal Tar, ma una vera e propria costruzione che viola contemporaneamente anche l'articolo 11 del Ptp col quale vengono tutelati l'ambiente, il paesaggio e la struttura rurale, vietando qualsiasi tipo di alterazione dell' "andamento volumetrico la realizzazione di manufatti con scavo nel sottosuolo - indipendentemente dal conteggio del volume agli effetti degli indici di edificabilità secondo la disciplina riconducibile al singolo strumento urbanistico - dà luogo, secondo il Consiglio di Stato, ad un nuovo e diverso assetto dei luoghi e determina l'asservimento a diversi utilizzi resi possibili dalla nuova costruzione. Chi aveva in mente di costruire piscine o vasche all'aperto nelle proprie ville, negli alberghi o nei giardini di Capri, alla luce di questa sentenza, dovrà, necessariamente, rivedere i propri piani per non incorrere in un sicuro intervento dell'autorità giudiziaria.
Capri. Vietato realizzare piscine sull'isola
Il Consiglio di Stato ha annullato un'autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune di Capri alla società "Solido spa" per la realizzazione di una piscina in area classificata come zona di protezione integrale. La sentenza è stata emessa in considerazione dei rigidi vincoli esistenti e del divieto di edificabilità per la costruzione di piscine nelle ville e nei giardini dell'isola. Il Ministero per i beni e le attività culturali ha presentato appello contro la sentenza del Tar Campania che aveva annullato l'autorizzazione paesaggistica.
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