Deliberato a metà degli anni '90, il tram di Bologna, prima su rotaia e poi su gomma, è ancora un'opera incompiuta L'incredibile vicenda del Civis A Bologna, ma più in generale in Italia, realizzare un'infrastruttura per la mobilità collettiva è sempre più complesso. Prima di tutto per la mancanza di investimenti economici continuativi e in secondo luogo per l'incapacità di molte amministrazioni e uffici pubblici di lavorare coordinati seguendo gli iter burocratici e realizzativi coerentemente e puntualmente. Anche il capoluogo emiliano non smentisce l'adagio appena enunciato. La realizzazione di un tram su rotaia deliberato a metà anni '90, infatti, è diventata una chimera per non dire una barzelletta. È la storia del 'Civis', questo il nome del tram su gomma che prima o poi sfreccerà per le strade di Bologna. Nel 1999 iniziarono i lavori per la realizzazione di una tram-via tradizionale su rotaia, fortemente voluta dai Verdi, ma ai primi cantieri gli inconvenienti legati al traffico fecero esplodere le proteste soprattutto nel mondo economico. L'allora neo Sindaco di centrodestra Giorgio Guazzaloca interruppe i lavori scegliendo di modificare la tecnologia, virando dal tram su rotaia verso un futuristico 'tram su gomma' e la scelta riscosse i plausi delle categorie economiche illuse dalla promessa che i cantieri sarebbero stati 'leggeri e veloci', non dovendo posare rotaie sul piano stradale. A 8 anni dal primo cantiere (1999), nel settembre 2007, dopo un'ulteriore variazione del percorso operata dal Sindaco Sergio Cofferati nel 2004, si aprirono i cantieri per la realizzazione del tram su gomma, ma proviamo a dare qualche numero di questo progetto partendo dalla parte economica. Il costo dell'opera è di 182 milioni di euro: 120 milioni riguardano le opere civili (rifacimento di strade, marciapiedi, asfalti ed elettrificazione dell'intera tratta), i restanti 60 milioni per l'acquisto dei mezzi e le risorse economiche sono state così ripartite: 109 milioni dal Ministero dei Trasporti, 47,9 milioni da Atc s.p.a (l'azienda di trasporti locale), 18,3 milioni dal Comune di Bologna, 4,5 milioni dalla Regione Emilia-Romagna e 2,1 milioni dal Comune di San Lazzaro. La durata dei lavori prevista per la realizzazione dell'infrastruttura sarebbe di 1000 giorni, ma ad oggi non si è arrivati nemmeno al 50. Il calvario per il 'tram su gomma' sembra quindi infinito e l'apertura a gennaio di un nuovo maxi cantiere ha riacceso la discussione. Nessuno però, in questo periodo pre-elettorale, vuole prendersi la paternità dell'opera perché i problemi sembrano non finire mai e la 'telenovela' sembra destinata a durare ancora a lungo visti i problemi che quasi mensilmente la soprintendenza ai beni culturali e la magistratura cittadina riscontrano rispetto al progetto originale. Negli ultimi mesi addirittura è scoppiata la polemica relativa all'impatto del passaggio del 'Civis' nel centro storico e sulla stabilità del simbolo della città felsina, ovvero le due torri lambite dal tracciato del tram una discussione che rischia di paralizzare definitivamente l'opera. Indubbiamente, la strada per dotare le nostre città di nuove e funzionali infrastrutture utili alla mobilità alternativa alle automobili è davvero complessa e caotica, come dimostra l'emblematica e incredibile storia del 'Civis' di Bologna, ma non per questo bisogna demordere.
Emilia Romagna. La vicenda del Civis.
Il tram di Bologna, iniziato a metà degli anni '90, è ancora incompiuto. La realizzazione del tram su gomma, iniziata nel 2007, è stata caratterizzata da problemi e ritardi. Il costo dell'opera è di 182 milioni di euro, con 109 milioni provenienti dal Ministero dei Trasporti e 47,9 milioni da Atc s.p.a. La durata dei lavori prevista era di 1000 giorni, ma non si è arrivato nemmeno al 50%. La soprintendenza ai beni culturali e la magistratura cittadina hanno riscontrato problemi rispetto al progetto originale.
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