PALERMO - Le norme urbanistiche delle Eolie accendono uno scontro istituzionale tra il governo centrale e l'Assemblea regionale siciliana, ed aprono anche una polemica all'interno della maggioranza di centro destra che sostiene il governo di Totò Cuffaro. Giuliano Urbani, ministro per i Beni culturali, ed il suo vice Nicola Bono annunciano infatti che la giunta siciliana«si è impegnata a proporre l'abrogazione della legge» che consente ai comuni delle Eolie di esaminare progetti per otto nuovi alberghi. Il punto di vista di Urbani, espresso dopo un incontro con l'assessore regionale all'ambiente, Alessandro Pagano, viene subito letto a Palazzo dei Normanni come un segnale inequivocabile rivolto al Commissario dello Stato, perché impugni -davanti alla Consulta la norma approvata dall'Ars nei giorni scorsi che riapre i giochi sulla costruzione degli alberghi. Ma le certezze espresse dal governo di Roma irritano ampia settori dell'Autonomia. A queste sentimenti dà voce Guido Lo Porto, An, presidente dell'Ars, che dunque «eleva una forte protesta per il modo di procedere del ministro Urbani riguardo all'ipotesi di impugnativa della normativa sulle isole Eolie davanti alla Corte costituzionale in danno delle prerogative autonomistiche e del diritto di legislazione speciale in materia di tutela dei beni ambientali e paesaggistici della Sicilia». Lo Porto chiede ai 90 dell'Ars e alla giunta Cuffaro un sussulto d'orgoglio: «Mi attendo - dichiara - una risoluzione dell'Assemblea tesa a garantire le prerogative statutarie siciliane». La reazione di Lo Porto è conflittuale con una parte della maggioranza che sostiene Cuffaro. Nel dare per scontata la cassazione della norma, infatti, il vice di Urbani aveva dato per scontato l'accordo con Palermo, dopo un incontro con l'assessore regionale Pagano e l'azzurro Gianfranco Miccichè. «Il governo della Regione - ha osservato il vice ministro siciliano dell'Economia - era contrario alla norma votata dall'Ars, le prossime mosse saranno quelle del ritiro o dell'impugnazione del commissario dello Stato. Verrà ripresentata subito dopo con le formalità in regola». Ed è proprio questo il punto che Lo Porto contesta, «ben deciso a difendere prerogative e sovranità di un'Assemblea democraticamente eletta».