Il Comune rallenta il passo rispetto all'ex assessore Tognetti. In una delibera limiti molto più severi Un tempo il fotovoltaico era il simbolo mitico della green economy, oggi appare invece come una seria minaccia al paesaggio e all'agricoltura. Un tema che divide gli amministratori pubblici di targa Pd. Terreno di uno scontro fatto anche e soprattutto di equilibri politici. San Miniato è un caso esemplare: dopo aver spinto con decisione verso le energie rinnovabili il quadro appare adesso più sfumato. E il Comune sembra fare un passo indietro, attraverso una delibera che ha posto limiti e condizioni all'installazione dei pannelli fotovoltaici. La giunta regionale ha recentemente approvato un regolamento che limita la diffusione dei grandi impianti (oltre i 200 kilowatt) nelle aree agricole, in modo da creare degli argini nella corsa verso il fotovoltaico a terra. Proprio per sfruttare quella corsa, circa un anno fa, sotto la direzione dell'allora assessore Tognetti, l'amministrazione aveva preparato un bando rivolto ai cittadini, e soprattutto agli agricoltori, disposti a mettere a disposizione terreni per l'installazione di impianti. Un'apposita commissione stilò una graduatoria: una sorta di mappatura per attrarre sul territorio investimenti privati. Il risultato, oggi, sono circa 70 ettari di terreno teoricamente disponibili, concentrati nell'area tra San Miniato Basso e Roffia. Una prospettiva che spaventa e che ha creato contrasti politici, contribuendo a far saltare la poltrona dell'ex assessore. In ogni caso, di privati pronti a investire ne sono arrivati lo stesso. «I progetti ci sono - dice l'assessore Mariateresa Piampiani -, ma non sappiamo se sono sempre realizzabili. Quando furono presentati, in base ad una legge regionale, bastava la semplice Dia per autorizzare impianti sotto i 200 kilowatt. Legge poi dichiarata incostituzionale e superata dalla recente normativa». Nel mese di luglio, inoltre, una delibera di giunta ha fissato una serie di paletti («a salvaguardia del paesaggio», spiega l'assessore), come la vicinanza alle linee elettriche, la distanza dai fabbricati, fino all'obbligo, per il privato, di intervenire a proprie spese per opere pubbliche adiacenti all'impianto, come marciapiedi o piste ciclabili. Un incasso che il Comune ha stimato (senza troppa fiducia) in 150mila euro. Evidente, tuttavia, il rischio che l'interesse del privato possa venir meno. Sempre che l'obiettivo non dichiarato non sia esattamente questo. «Nessuno si è mai sognato di mettere i pannelli sotto la Rocca o in Valdegola - si giustifica Anna Maria Tognetti -, la Regione ha solo ribadito cose che si sapevano già. E' falso dire che il fotovoltaico toglierebbe spazio alle produzioni, perché già adesso ci sono tante zone incolte. Il problema è che la terra non rende e le campagne si stanno spopolando. Le rinnovabili servivano proprio a dare un aiuto ad un settore in crisi, perché il nostro paesaggio, non dimentichiamolo, è tale finché ci saranno agricoltori che se ne occupano».
SAN MINIATO. Marcia indietro sul fotovoltaico. Da risorsa a minaccia: il tema divide gli amministratori targati Pd
Il Comune di San Miniato ha approvato una delibera che limita l'installazione di impianti fotovoltaici nelle aree agricole. La delibera è stata approvata dopo la sconfitta dell'ex assessore Tognetti, che aveva promosso l'installazione di impianti fotovoltaici nel territorio. La delibera stabilisce limiti e condizioni per l'installazione degli impianti, come la distanza dai fabbricati e dalle linee elettriche, e richiede che il privato interviene a proprie spese per opere pubbliche adiacenti. Il Comune ha stimato che l'incasso da parte del privato sarebbe di 150mila euro. Tuttavia, il rischio è che l'interesse del privato possa venir meno.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo