Governare Lucca accusa: «Anche il regolamento urbanistico era scaduto ormai da 20 mesi» LUCCA. Non c'era urgenza di adottare la variante urbanistica. Per due motivi: perché il regolamento urbanistico «è scaduto da oltre 20 mesi», ad aprile 2009 e non 2010 e perché le aree residenziali edificabili «erano esaurite già da anni». L'opposizione continua ad attaccare la variante adottata a maggioranza lunedì e voluta dall'amministrazione per allineare di nuovo il piano strutturale con il piano regolatore, dopo la conferma che in alcune zone si era costruito più di quanto consentito. A contestare il provvedimento è soprattutto Governare Lucca, ex forza di maggioranza che aveva candidato Mauro Favilla a sindaco e che oggi, invece, si trova all'opposizione, anche per le differenze di vedute sulla politica urbanistica. Non a caso, in aula il movimento ha tentato anche di fare ostruzionismo «per permettere al consiglio di decidere (su questo argomento), per motivi di decenza, almeno in 15 giorni e non in tre». Tanto più che - rincara il presidente di Governare Lucca, Piero Angelini - il Comune non ha neppure ritenuto necessario acquisire la Vas (Valutazione ambientale strategica) su uno strumento urbanistico di questa rilevanza. «Favilla - scrive Angelini - giustifica l'urgenza del voto sulla variante con il fatto che, scaduto il regolamento urbanistico ad aprile 2010, si sono bloccati l'occupazione di aree e gli espropri per opere pubbliche già programmate. Inoltre ha voluto la variante per limitare il rilascio dei permessi a costruire e non superare, così, i limiti di edificazione consentiti dal piano strutturale». Per Angelini, in realtà, queste sono motivazioni «in parte infondate, in parte controproducenti: il regolamento urbanistico, infatti, è scaduto nel 2009 e non nel 2010 e quindi nulla giustifica, a questo punto, provvedimenti di urgenza, tra l'altro neppure garantiti, visto che non si è data l'immediata esecutività alla delibera. Il tetto del residenziale, previsto dal piano strutturale, poi, era da tempo ampiamente superato». Questo tetto - sottolinea Angelini - con la modifica del regolamento urbanistico, «effettuata dalla relazione di monitoraggio del 15 dicembre 2009, era stato portato, a nostro avviso illegittimamente, dal Comune a 534.675 metri quadri, di cui a oggi, 496.538 metri quadri risultano utilizzati. Perciò se si ritorna, con le due varianti, per il limite al rilascio di nuove concessioni, al tetto previsto dal piano strutturale, cioè a 400.000 metri quadri, non ci sono più aree residenziali edificabili, anzi non ce n'erano più da anni». Per fare chiarezza, Governare Lucca ha chiesto, già da un paio di anni, di sapere con esattezza «quanto sia grande la quantità residenziale disegnata sulla cartografia nel 2002, al momento della adozione del regolamento urbanistico. Ma questo dato - accusa Angelini - è difeso dal sindaco come un segreto di Stato, nonostante costituisca la causa prima degli sforamenti, che dia origine, poi, a uno sviluppo squilibrato nel territorio e che abbia addossato ai cittadini, che non possono ormai più avere un permesso a costruire, l'obbligo di pagare l'Ici su questi terreni edificabili». Le conclusioni alle quali arriva Governare Lucca sono forti: con questa variante il consiglio comunale avrebbe preso due «decisioni pericolose: la prima, che viola la legge regionale sull'urbanistica, riguarda l'abolizione delle Utoe, che dividono il territorio in in circoscrizioni amministrative, per assicurare "un'equilibrata distribuzione delle dotazioni necessarie alla qualità dello sviluppo territoriale"; la seconda è che questa abolizione appare necessaria per assicurare ai piani attuativi, in particolare a quello di S. Anna, le quantità, residenziali e commerciali, per il rilascio del permesso a costruire al gruppo Valore. Oltretutto, questo, come gli altri piani attuativi risultano decaduti». Infine - conclude Angelini - non c'è stata risposta al quesito se «le nuove regole, da noi contestate, non fossero contraddette dalle disposizioni, previste all'articolo 145.4 del regolamento urbanistico, che vietano del tutto "interventi di nuova edificazione", con destinazione residenziale e commerciale, nelle (ex) Utoe 2 e 3b, ovvero nell'area dove sorgerà il nuovo stadio e nella zona di S. Anna, dove è prevista la maxi-operazione del gruppo Valore». Lo stesso sostengono anche i consiglieri del Pd, Danilo Piuppani, Serena Mammini e Celestino Marchini: «Se non si prevedono nuove edificazioni è solo perché ché le possibilità sono pressoché esaurite. Anzi si rastrellano le quantità residue a vantaggio dei grandi piani attuativi. Quando si comincerà a costruire a Sant'Anna in viale Einaudi o in viale Luporini, oppure quando si completerà l'urbanizzazione all'Arancio (ex Centrolatte), come definirà il sindaco quegli interventi: vecchia urbanizzazione?».