Si ricominicia dal passato. Per disegnare il futuro. L'Oasi del Simeto riparte da una "mappa" del 1998. Tant'è che l'assessore provinciale all'Ambiente, Mimmo Rotella, per spiegare a residenti e ambientalisti le ragioni di questa scelta, ha dovuto ricorrere a una metafora ludica: «Qui non è come nel gioco dell'oca, ogni volta che sbagliamo casella non possiamo tornare indietro...». Ma adesso, per risanare una ferita aperta da più di trent'anni, non bisogna certo tirare i dadi. C'è da discutere, senza parlarsi addosso. E soprattutto da lavorare. In quest'ottica è un passo avanti - piccolo, ma pur sempre un accenno di movimento - l'incontro del tavolo aperto sull'Oasi del Simeto, che s'è svolto ieri mattina al centro direzionale della Provincia. Si riparte dal 28 aprile 1998. Ovvero: la data in cui fu sottoscritto il documento di riperimetrazione che diventa base di partenza per disegnare la nuova "mappa" dell'Oasi. «Quel documento - spiega Rotella - fu sottoscritto da istituzioni, comitati cittadini e associazioni. Non è il Vangelo, ma è il migliore punto di partenza possibile». Quella proposta mirava a ridurre l'area della preriserva (estromettendo alcuni agglomerati edilizi ricadenti in aree di scarsa rilevanza ambientale) e ad aumentare l'area della zona A. Al di là del punto di (ri)partenza, Rotella ha chiarito lo scenario: «Questa non è una questione di qualche villetta, ma è un problema esistenziale che riguarda ventimila persone e migliaia di immobili, molti dei quali sono in piedi da trentacinque anni. Ma, a scanso di equivoci, è bene dire si da ora che non tutto potrà restare così com'è. Se c'è da fare un sacrificio rispetto all'abbattimento di qualche abitazione incompatibile con lo sviluppo dell'Oasi lo si dovrà fare, naturalmente salvaguardando la dignità di quelle famiglie che saranno coinvolte». L'assessore provinciale all'Ambiente ha scandito i prossimi passi dell'iter: immediata attivazione del comitato tecnico-scientifico, finalmente completato in tutte le designazioni; previste tre ricognizioni fotografiche (aerea, via terra e dal mare) per aggiornare lo stato di fatto. E poi ha precisato un passaggio fondamentale: «La concertazione è un meccanismo indispensabile, ma il livello delle decisioni spetta alle istituzioni, che ci mettono la firma con le conseguenti responsabilità a tutti gli effetti». Un concetto approfondito con estrema chiarezza dall'assessore comunale all'Urbanistica, Luigi Arcidiacono. Che ha insistito su due concetti: il metodo e il quadro normativo. «Fra i vari livelli della concertazione ci deve essere comprensione e non collaborazione, perché ognuno riveste il suo ruolo. Altrimenti io, lo dico subito, non ci sto. Da quella proposta di riperimetrazione sono passati tredici anni e adesso bisogna verificare, con rigore e celerità, cosa è mutato da allora. C'è continuità politico-amministrativa? Cosa è cambiato a seguito di interventi pubblici e privati? Quali sono gli interessi pubblici e come possono combinarsi con le aspettative dei privati? Rispondiamo a queste domande e avremo il quadro limpido della situazione». Anche la Regione, rappresentata da Roberto Scalia (dirigente dell'assessorato al Territorio, settore Aree protette) vuole giocare questa partita da protagonista. Tanto più che è proprio da Palermo che arriverà la mossa conclusiva dell'iter di riperimetrazione. «Da parte nostra c'è la massima comprensione per le varie parti e la piena disponibilità per agire nel modo migliore nell'ottica di risoluzione di ogni problema». Apprezzamenti "trasversali" per il contributo della sovrintendente Vera Greco: «L'Oasi del Simeto è, in tutti i sensi, un grande pantano, dove si le esigenze di tutela si scontrano con una serie di abusi decennali. Ma il cuore del problema non sta nello spostare una linea di qualche metro, bisogna pensare al rilancio di un tesoro sottoutilizzato. Come? Ad esempio seguendo un modello che ha avuto successo a Ravenna: una Stu, società di trasformazione urbana, a capitale misto per catalizzare investimenti pubblici e privati all'insegna dello sviluppo economico e del turismo, ma anche della riqualificazione e della qualità della vita e del paesaggio». Forse il post-it più efficace, da mettere bene in evidenza prima di ricominciare questo percorso a ostacoli. 20012011