Dopo che sono stati sbloccati i fondi per la messa in sicurezza della Colombaia, ai tanti interventi più o meno ottimisti sul recupero dell'importate monumento trapanese, torna a farsi sentire Luigi Bruno, presidente dell'Associazione Salviamo la Colombaia. «La notizia dello sblocco delle somme per la messa in sicurezza della Colombaia è stato, dopo quella della sdemanialazzazione, un altro importante passo in avanti verso la sua ristrutturazione». Queste le prime considerazione. «L'Associazione Salviamo la Colombaia è soddisfatta dell'ulteriore passo in avanti, che rappresenta un premio al duro lavoro svolto nel corso di questi ultimi 8 anni». Quindi si va verso la risoluzione del problema. «Durante la conferenza stampa organizzata in dicembre presso la Soprintendenza si è parlato sul da farsi per iniziare i lavori di messa in sicurezza per poi pervenire alla ristrutturazione definitiva. Grandi idee, tante proposte, ma il tempo scorre inesorabilmente. A tutt'oggi non si ha ancora contezza di quello che dovrà essere fatto ed in quali tempi. Si è parlato soltanto della esistenza di un progetto, ma non si ha idea di quello che verrà fatto, come e quando. Il 2011 dovrebbe essere l'anno in cui la Colombaia incominci ad assumere l'aspetto ed il decoro che merita». Quindi c'è ancora tanto da fare. «Riteniamo sia necessario che la cittadinanza sia informata sugli intendimenti del come, quando e perché, attraverso la pubblicizzazione con la realizzazione di un convegno per la presentazione del relativo progetto. Le attese burocratiche e politiche hanno messo, da sempre, la Colombaia in una difficile situazione. Per esempio ancora non è chiaro quale potrebbe essere l'utilizzo dell'immobile. E' emerso, anche, il problema che riguarda l'uso che se ne dovrà fare con l'unica proposta fino ad ora emersa di realizzare il "ricovero" della nave romana di Marausa. Nel frattempo non è stata ancora predisposta alcuna indagine ufficiale per capire come tutto il complesso possa essere reso utilizzabile e fruibile da parte di tutti. Un sondaggio dall'Associazione Salviamo la Colombaia del luglio 2010 ha rilevato che la città chiede che vi venga realizzato in primo luogo un sistema museale di tutto rispetto, poi un centro di studi scientifici, successivamente un complesso ricettivo turistico ed un centro di scambio culturale dell'area del Mediterraneo, ma, riteniamo, che in considerazione degli spazi esistenti sull'isolotto possono essere prese in considerazione tante altre possibilità d'uso». Piero Salvo 20012011