ROMA. Più si legge con attenzione il documento votato la scorsa settimana dall'Assemblea regionale siciliana, più vengono fuori le «furbate». Non c'è solo l'emendamento per permettere la costruzione di otto alberghi nelle isole Eolie in aree protette: c'è molto di più. D'ora in poi sarà possibile effettuare il cambio di destinazione ed uso dei fabbricati rurali senza incorrere in norme penali e si potranno costruire edifici di edilizia economica e convenzionata sul verde agricolo. Ovunque. Gli speculatori già si sfregano le mani. Di fatto sarà possibile trasformare il deposito degli attrezzi in una bella villetta, il capannone in un suggestivo casale e così via. Si tratta dell'articolo 28 con cui la Regione abroga una norma penale dello Stato. Anche se non potrebbe. «Ciò significa che su un terreno di 5mila metri quadrati, dove è possibile edificare un'abitazione di 50 metri quadrati al massimo, sarà possibile costruire un capannone ad uso agruicolo di 500 metri quadrati, comunicare il cambio di destinazione ed uso al comune e trasformarlo in una villa», spiega Leandro Janni, presidente di Italia Nostra Sicilia. «Lo scandaloso tentativo di saccheggiare il patrimonio naturalistico delle isole Eolie non è né l'unico, né il solo assecondato dal governo Cuffaro e dalla maggioranza di centro destra che lo sostiene all'assemblea», dice Giovanni Ferro, deputato regionale di Primavera Siciliana. Ermete Realaci, deputato della Margherita - che ha presentato un'interrogazione parlamentare a diversi ministri e al presidente del Consiglio chiedendo un «intervento tempestivo ed energico per ricondurre l'agire dell'Assemblea siciliana nei solchi delle proprie competenze - ricorda che una norma analoga fu approvata dalla Sicilia già nel 2003 e cassata dopo l'impugnativa del commissario dello Stato. Intanto anche sul «fronte Eolie», la battaglia continua ai massimi livelli. Ieri il sottosegretario per i Beni e le Attività culturali, Nicola Bono - al termine dell'incontro al ministero per cercare di bloccare la deroga al piano paesistico dell'arcipelago toscano, con il ministro Urbani, Micciché e l'assessore alla Regione Alessandro Pagano - ha detto che si è concretizzata «la decisione del governo regionale di revocare la norma di deroga». Il presidente dell'Assemblea, Guido Lo Porto, non ci sta. «Voglio elevare una forte protesta per il modo di procedere del ministro Urbani riguardo all'ipotesi di impugnativa della normativa sulle Eolie davanti alla Corte costituzionale - ha detto rispondendo alle intenzioni del ministro -. Si tratterebbe di un intervento in danno delle prerogative autonomistiche e del diritto di legislazione speciale della Regione». «Dal presidente dell'Assemblea - ribatte il segretario regionale dei Ds, Antonello Cracolici - mi sarei aspettato un'autocritica per aver consentito che in una legge di bilancio fossero inserite norme nulla hanno a che vedere con il bilancio della Regione».