Lavvocato apre in via Vigevano il quartier generale per la campagna. E Onida prenota una lista civica Pisapia: sindaco in scadenza, non ipotechi il futuro Se passerà questo testo ne presenteremo uno alternativo. Si discutano almeno le osservazioni presentate dai milanesi Non farlo è una forzatura inaccettabile A fine mandato non bisogna fare scelte che condizionano pesantemente le attività del successore su questioni fondamentali come lo sviluppo della città RODOLFO SALA Moratoria sul Pgt. Perché «un sindaco a fine mandato non deve condizionare pesantemente le attività del suo successore su questioni fondamentali come il governo del territorio». Lo chiede Giuliano Pisapia, il vincitore delle primarie del centrosinistra che sfiderà la Moratti alle elezioni di primavera. «Per il sindaco uscente ci vorrebbe una sorta di semestre bianco», spiega azzardando un paragone con i limiti (impossibilità di sciogliere le Camere) che la Costituzione pone al presidente della Repubblica negli ultimi mesi del suo mandato. La Moratti dovrebbe semplicemente astenersi dall«ipotecare i prossimi decenni della partita urbanistica di Milano». E se la proposta non dovesse essere accolta? Pisapia prende un impegno: «In quel caso saremo noi a presentare un piano di governo del territorio alternativo a quello della maggioranza». Il candidato sindaco del centrosinistra spara altre bordate al centrodestra, intenzionato a non tenere nel giusto conto la valanga di osservazioni critiche piovute da singoli cittadini e associazioni: «Sono migliaia e non permettere ai consiglieri comunali di rispettare e rappresentare queste proposte di modifica è una forzatura inaccettabile». E sono proprio quelle osservazioni, lossatura del Pgt alternativo che Pisapia e il centrosinistra si impegnano a presentare se non dovesse passare la proposta di moratoria. Il candidato del centrosinistra lancia la sua proposta inaugurando la nuova sede del suo comitato elettorale a Porta Genova, in via Vigevano (alla bicchierata, ieri sera, cerano 500 persone). Sul tavolo ci sono le prime copie del suo libro («Cambiare Milano si può») che ripercorre i lunghi mesi della campagna elettorale per le primarie che lo ha impegnato da luglio a novembre. Adesso bisogna pensare al programma, per questo tre giorni fa è partita lOfficina per Milano, laboratorio di idee che lavorerà su aree tematiche per presentare a fine febbraio il documento definitivo del candidato e della coalizione. Al gruppo di lavoro sulla città metropolitana partecipa come coordinatore Stefano Boeri, il principale competitor di Pisapia. E a coordinare il gruppo sulla legalità cè il giurista Valerio Onida, arrivato terzo alle primarie. Ma sembra tramontare lidea di raccogliere in una sola lista civica sia Boeri che Onida. Lex presidente della Consulta ha appena dato vita a unassociazione (si chiama Città Costituzione) che nel proprio statuto non esclude affatto di «presentare o concorrere a presentare candidature o liste di candidati in vista della formazione di organi istituzionali o amministrativi». Sembra il preludio di una lista civica targata Onida. Ed è anche per questo che Boeri, il sostenitore più convinto di ununica lista, sta meditando sul da farsi: la sua candidatura «civica» adesso non è più così certa. In alternativa ci sarebbe il posto in lista che gli offrirebbe il Pd, ma anche questa è unipotesi ancora tutta da verificare. E forse non troppo entusiasmante per Boeri.