Virginio: "Ho chiesto ai big del mio partito di non venire in città. Vendola sbaglia" La Draghetti: "Vedo una fatica nella partecipazione. Serve un ricostituente" i candidati alle primarie salgono sul ring e mentre si avvicinano le elezioni di domenica affilano le armi: si scontrano sulla cultura, con Virginio Merola che accusa Amelia Frascaroli di "populismo", attaccano i «profeti di sventura» di chi pronostica una bassa affluenza alle urne e si dividono sulleredità di Sergio Cofferati. Ieri la presidente della Provincia, Beatrice Draghetti, ha rilanciato lallarme sullaffluenza, di fronte a una «fatica nella partecipazione alle primarie che dovrà portare a interrogarci per custodire il gusto di usare questo strumento - ha detto Draghetti a margine di una conferenza stampa - forse serve un ricostituente». «Penso che avremo delle sorprese - ha dichiarato invece Merola dagli schermi di Telecentro, anche in risposta ai pronostici dei politologi - discutere se le primarie sono utili mentre noi le stiamo facendo non ha certo aiutato». Per Benedetto Zacchiroli «se andassero a votare 15 mila persone sarebbe un miracolo rivoluzionario nellItalia di oggi», mentre per Frascaroli il giudizio di non aver «scaldato» la platea degli elettori «dipende dal fatto che ormai ci si scalda solo per i conflitti e gli attacchi, ma noi non volevamo questo stile». Ieri però il conflitto non si è evitato, a partire dal ruolo di Merola allinterno del Pd. «Chiederei a Merola perché non ha puntato di più sul fatto che era un uomo di rottura dentro al Pd» ha chiesto provocatoriamente Frascaroli, mentre il candidato democratico ha risposto contrattaccando. «Il civismo è il grande bluff di questa campagna elettorale, è il bluff di Amelia Frascaroli - ha detto lex assessore allurbanistica della giunta Cofferati - io ho combattuto questo gruppo dirigente, che sta cambiando con Donini, sono andato in direzione ostinata e contraria ma sono del Pd, questo era lo svantaggio iniziale». Perché uno svantaggio, visto che il Pd è comunque il partito di maggioranza relativa a Bologna? «Io ho chiesto ai big del mio partito di non venire - ha detto Merola - perché le primarie devono essere primarie vere, qui lerrore lha fatto Nichi Vendola». Sul terreno della cultura, ambito difficile da amministrare in tempi di tagli, volano le accuse. «Sulla cultura io non ho un programma - dice Frascaroli - quello lo costruiranno le associazioni che lavorano in questa città». «Attenti a non gareggiare con il populismo di Berlusconi e di certa sinistra - risponde Merola - un sindaco che dice «il programma lo fate voi» a me fa molta paura. Queste persone chiedono scelte, è un po populista dire "vi ascolto e il programma lo fate voi", questa cosa rassicurante, Amelia, non va bene». Anche su Cofferati, Merola rivendica che «chi dice che quella giunta è stata una delusione, allora aveva votato tutte le delibere». Una serie di dibattiti e endorsement separano adesso i candidati dalla data delle primarie: per Merola, che domani alle 21 sarà allincontro «Bologna è pronta per la svolta ecologica» al circolo Passepartout in via Galliera, si sono schierati il parlamentare Gian Carlo Sangalli e lex sindaco Walter Vitali, mentre Benedetto Zacchiroli può contare sullappoggio di Lucio Dalla. Frascaroli ieri ha raccolto sul suo profilo Facebook lappoggio della direttrice del carcere minorile del Pratello, Paola Ziccone e ha portato tutto il materiale informativo sulla sua campagna elettorale al bar La Linea di piazza Maggiore. Ogni voto è prezioso, per questo appuntamento con tante incognite, a partire dallaffluenza.
BOLOGNA - Primarie, scontro sulla cultura Merola attacca la Frascaroli
I candidati alle primarie del Pd a Bologna si sono scontrati in un dibattito televisivo. Virginio Merola ha accusato Amelia Frascaroli di "populismo" e ha criticato la sua campagna elettorale. Frascaroli ha risposto che il suo programma non è stato ancora presentato e che Merola sta cercando di distogliere l'attenzione dal suo stile di leadership. La presidente della Provincia, Beatrice Draghetti, ha espresso preoccupazioni sull'affluenza alle urne e ha suggerito che potrebbe essere necessario un "ricostituente". I candidati hanno anche discusso sulla cultura e sulla loro eredità.
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