Sotto accusa l'impianto elettrico fatiscente Scoppia un incendio negli uffici-container della soprintendenza: la procura di Torre Annunziata apre un'inchiesta. Il capo della procura oplontina, Diego Marmo, vuole vederci chiaro sull'ennesimo episodio che ha coinvolto l'area archeologica di Pompei, delegando i carabinieri di Pompei, coordinati dal capitano della Compagnia di Torre Annunziata Luca Toti e dal maresciallo capo Tommaso Canino, di acquisire tutti gli atti relativi all'incendio, compresa la perizia tecnica stilata dai vigili del fuoco di Castellammare di Stabia intervenuti nelle operazioni di spegnimento. Da una prima perizia sembrerebbe si sia trattato di corto circuito. Il numero uno della procura di Torre Annunziata, però, vuole essere certo che non ci sia dolo all'origine dell'incendio. Ha, così, disposto una nuova doppia perizia: sull'incendio e sulle condizioni dell'impianto elettrico. Il procuratore capo vuole, in pratica, sapere se «l'impianto elettrico della soprintendenza di Porta Marina Superiore è a norma, oppure si è di fronte ad un nuovo caso di negligenza». Il procuratore capo Marmo ha, anche, disposto il sequestro del locale per evitare l'inquinamento di eventuali prove. Il principio di incendio si è sviluppato in un locale adibito a deposito materiale cartaceo promozionale degli scavi, (brochure, mappe, manifesti e fascicoli), nel seminterrato del prefabbricato dove, dal 1980, sono allocati gli uffici della soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei. Gli uffici della soprintendenza, infatti, sono ancora collocati nei container risalenti al periodo post-terremoto che colpì l'Irpinia, e la provincia di Napoli, nel 1980. La preziosa biblioteca della soprintendenza di Pompei, che conserva tra i suoi scaffali testi antichissimi dell'antica città archeologica, ha corso il grosso rischio di bruciare. Solo il tempestivo intervento degli addetti alla sala regia hanno evitato che le fiamme, sprigionatesi in un locale attiguo alla biblioteca, lambissero i libri che raccontano la storia della Pompei romana. I responsabili degli. «occhi telematici» hanno, infatti, avvertito un forte odore di bruciato provenire dallo scantinato in cui è stipata la biblioteca. L'immediato intervento dei vigili del fuoco, allentati dal personale in servizio alla sala regia della telesorveglianza, coordinati da Giuseppe Marigliano, ha evitato l'espandersi delle fiamme. Secondo una prima perizia tecnica l'incendio sarebbe stato originato da un corto circuito partito dall'obsoleto impianto elettrico, collocato sulla parte superiore dei locali-deposito. Secondo i tecnici dei vigili del fuoco i danni registrati non sono stati ingenti solo perché è andato in corto l'impianto elettrico posizionato nella parte adiacente il solaio. Diversamente, secondo gli esperti, se a bruciare fossero state le canaline dei fili elettrici più vicine al pavimento le fiamme avrebbero lambito l'intero sotterraneo, compresa la biblioteca, provocando danni di inestimabile valore. Gli studenti di archeologia di tutto il mondo consultano infatti i volumi di grande interesse storico conservati nella biblioteca della soprintendenza. Testi originali di Plinio il Vecchio e di Plinio il Giovane, di Amedeo Maturi, di Matteo Della Corte e di altri archeologi di fama mondiale sono conservati nella biblioteca-container. Testi che raccontano la storia di una città antica di duemila anni. L'ala degli uffici-contanier, compreso l'ufficio della soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro, che si trovano nella zona soprastante il seminterrato dove si è sviluppato l'incendio, è attualmente inagibile per i miasmi del fumo che si è propagato e perché è saltato l'intero impianto elettrico.
POMPEI - Choc a Pompei fiamme sfiorano i testi antichi Incendio nei locali adiacenti alla biblioteca.
Un incendio si è verificato negli uffici-container della soprintendenza archeologica di Porta Marina Superiore a Napoli. La procura di Torre Annunziata ha aperto un'inchiesta e ha disposto una nuova perizia tecnica per determinare l'origine dell'incendio. Il procuratore capo Diego Marmo vuole sapere se l'impianto elettrico della soprintendenza è a norma e se ci sia stato dolo all'origine dell'incendio. Il sequestro del locale è stato disposto per evitare l'inquinamento di eventuali prove. L'incendio ha coinvolto un locale adibito a deposito materiale cartaceo promozionale degli scavi, dove si trovava la preziosa biblioteca della soprintendenza di Pompei.
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