Limmenso sito etrusco è in abbandono: "Eppure i soldi per intervenire ci sono" Era lautosole degli Etruschi. Una grande strada di comunicazione dal centro verso il nord, uno snodo di commerci e una ricca città ancora in gran parte da portare alla luce. Gonfienti è il tesoro etrusco di Prato, la sua memoria antica sepolta nei 20 ettari di un sito che, dopo i primi scavi archeologici su una domus etrusca, è rimasto in abbandono dal 2007, mentre accanto sta crescendo lInterporto. «Quellarea archeologica non è solo la storia millenaria di Prato, ma vuol dire sviluppo economico e turismo. E non vogliamo perdere questa opportunità» afferma con determinazione Edoardo Nesi, assessore alla cultura e allo sviluppo della Provincia pratese lanciando un appello per far ripartire gli scavi. Nesi pensa già a portarci i turisti in visita, ci scommette a tal punto da aver commissionato alla Scuola di SantAnna di Pisa uno studio di valorizzazione «per realizzare intanto un prodotto multimediale che offra al pubblico la ricostruzione digitale dello straordinario patrimonio di Gonfienti». Ma cè di più: la Provincia è pronta a stanziare 200 mila euro e la Regione Toscana altri 300 mila euro per riprendere gli scavi. Perché non decollano? «Non possiamo utilizzare risorse pubbliche per un sito archeologico che è su un terreno privato di proprietà della Società per LInterporto, la legge ce lo impedisce - aggiunge Nesi - Per questo abbiamo chiesto alla stessa società e al Comune di Prato, socio di riferimento, di concedere un comodato gratuito di 50 anni, visto che il terreno è sottoposto ad un vincolo archeologico perpetuo. Un atto già pronto, spedito alla società e al sindaco di Prato, mancano solo le firme». Altri contatti sono intercorsi già prima, ma tutto è rimasto sospeso. «Corriamo il rischio di perdere i finanziamenti già accantonati» incalza lassessore puntando ad atti concreti «non a fomentare polemiche». Sulla questione risponde il sindaco di Prato Roberto Cenni: «Il 28 gennaio abbiamo un incontro in Regione per definire prima di tutto la scissione dei beni e delle aree della Società Interporto da quelli pertinenti il "Parco archeologico di Gonfienti". Solo dopo potremo capire come gestire i lavori, magari attivando un comodato o una concessione, creando una nuova società ad hoc che si occupi dello sviluppo del Parco. E tutto da discutere tra i soggetti interessati». Nellattesa, anche il gruppo consiliare del Pd del Comune di Prato, denuncia lo stato di abbandono in cui versa il sito archeologico e incalza sulle intenzioni dellamministrazione perché la promessa del «grande progetto» non finisca nel nulla.
TOSCANA - Gonfienti, lappello di Nesi "Sblocchiamo gli scavi"
Il sito etrusco di Gonfienti, a Prato, è stato abbandonato dal 2007, nonostante ci siano fondi disponibili per riprendere gli scavi. L'assessore alla cultura e allo sviluppo della Provincia pratese, Edoardo Nesi, ha lanciato un appello per far ripartire gli scavi e ha richiesto al Comune di Prato e alla Società per l'Interporto di concedere un comodato gratuito di 50 anni per utilizzare il terreno privato. Il sindaco di Prato, Roberto Cenni, ha promesso di definire la scissione dei beni e delle aree della Società Interporto da quelli pertinenti al "Parco archeologico di Gonfienti" prima di poter gestire i lavori.
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